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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21772/2026 del 12/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che le doglianze riproponevano profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi dal giudice di merito con argomentazioni corrette e non manifestamente illogiche. Ne è conseguita l'applicazione delle conseguenze previste dall'art. 616 c.p.p.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Milano che lo aveva condannato per evasione e resistenza. Dalla motivazione emerge che i motivi di impugnazione erano diretti contro il trattamento sanzionatorio e la valutazione di merito già compiuta dal giudice territoriale, ma la Corte di cassazione li ha ritenuti meramente riproduttivi di censure già esaminate e disattese. In particolare, la sentenza impugnata aveva valorizzato, ai fini della pena: l'accentuata colpevolezza e maggiore pericolosità dell'imputato, il suo percorso delinquenziale e i precedenti, la violazione dell'ordinanza cautelare in relazione a delitti in materia di stupefacenti quale indice della recidiva contestata, l'applicazione delle attenuanti generiche in equivalenza per le condizioni personali e sociali, e gli aumenti per il concorso formale interno del delitto di resistenza e per la continuazione con il reato satellite. La Corte ha ritenuto che tali valutazioni fossero corrette e non manifestamente illogiche.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    richiamato quale base per le conseguenti statuizioni economiche/processuali a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso

  • art. 81 c.p.

    richiamato implicitamente nel riferimento al concorso formale interno e alla continuazione, con aumento di pena giudicato congruo

  • art. 99 c.p.

    richiamato nel passaggio sulla recidiva contestata, ritenuta giustificata dal percorso delinquenziale e dai precedenti

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre censure già esaminate e disattese dal giudice di merito, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.
  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova rivalutazione del trattamento sanzionatorio quando il giudice di merito abbia indicato in modo puntuale gli elementi posti a base dell'esercizio del potere discrezionale e la motivazione non presenti manifeste illogicità.
  • La recidiva può essere ritenuta sussistente quando il giudice valorizzi un serio percorso delinquenziale, i precedenti penali e condotte ulteriori sintomatiche di maggiore pericolosità, purché la motivazione dia conto in modo coerente di tali elementi.
  • Le attenuanti generiche possono essere riconosciute in equivalenza e non in prevalenza quando la condotta dell'imputato e il suo quadro personale non consentano una più favorevole modulazione del trattamento sanzionatorio.
  • Gli aumenti di pena per concorso formale interno e per continuazione sono legittimi se sorretti da un giudizio di congruità adeguatamente motivato dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidivaContinuazioneOnere della prova

Testo integrale

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