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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21710/2026 del 12/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorre per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, in relazione a un fatto commesso il 14 settembre 2010. Con un unico motivo deduce violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il reato era già estinto per prescrizione prima della sentenza di appello e che il giudice di merito avrebbe dovuto rilevarlo d'ufficio.

La decisione

La Corte di cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Rileva che, pur essendo in astratto ammissibile il ricorso che deduca l'omessa declaratoria di prescrizione maturata prima della sentenza impugnata, nel caso concreto il motivo è manifestamente infondato perché, per l'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche commesso dopo l'entrata in vigore delle modifiche normative richiamate, il termine di prescrizione è di 14 anni, elevabile al massimo a 17 anni e 6 mesi. Ne consegue che alla data della sentenza d'appello la prescrizione non era ancora maturata. Alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589, comma 2, c.p.

    Integra l'ipotesi di omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro; la Corte lo qualifica come reato per il quale rileva il più lungo termine prescrizionale conseguente all'innalzamento del massimo edittale.

  • art. 157 c.p.

    Per il reato in esame, commesso dopo le modifiche normative richiamate, la prescrizione è pari a 14 anni.

  • art. 161 c.p.

    Opera il limite massimo di aumento del termine prescrizionale, individuato dalla Corte in 17 anni e 6 mesi.

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    Costituisce il parametro di ammissibilità del ricorso per cassazione che deduca l'omessa declaratoria di prescrizione maturata prima della sentenza impugnata.

  • d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv. con mod. dalla l. 24 luglio 2008, n. 125

    La modifica dell'art. 589, comma 2, c.p. ha innalzato il massimo edittale da cinque a sette anni, incidendo sul calcolo della prescrizione.

Massime di principio

  • È ammissibile il ricorso per cassazione che deduca, anche con un solo motivo, l'omessa declaratoria di prescrizione maturata prima della sentenza impugnata.
  • Per determinare la prescrizione occorre verificare il massimo edittale applicabile al fatto concreto, tenendo conto delle modifiche normative intervenute prima della commissione del reato.
  • Per l'omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme antinfortunistiche commesso dopo l'entrata in vigore delle modifiche richiamate, il termine di prescrizione è di 14 anni, con un massimo di 17 anni e 6 mesi.
  • Se il termine prescrizionale non è ancora maturato alla data della decisione di merito, il motivo di ricorso fondato sulla prescrizione è manifestamente infondato e il ricorso è dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniOmicidio colposo sul lavoro
RamiProcesso penaleReati in materia di lavoro
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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