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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1112/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso censura due profili: 1) violazione degli artt. 216, comma 1, n. 1 e 223, comma 1 L.F. e vizio di motivazione perché la Corte d'appello avrebbe errato nel ritenere che l'onere di provare la non illiceità/ la congruità delle somme percepite gravasse sull'imputato, mentre, secondo il ricorrente, la sua condotta avrebbe dovuto essere riqualificata come bancarotta preferenziale (conseguente pagamento di compensi) e non come bancarotta fraudolenta per distrazione; 2) vizio di motivazione sulle statuizioni relative alla distrazione e duplicazione del software CDP: si sostiene che il software fosse di esclusiva proprietà del Salzani, per cui non poteva costituire bene del fallito e non poteva essere oggetto di distrazione/duplicazione indebita.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il primo motivo, confermando che, in mancanza di previsioni statutarie o deliberazioni societarie che definissero il compenso o i crediti dell'amministratore, grava sul ricorrente l'onere di allegare e dimostrare elementi idonei a valutare la congruità delle somme percepite. Ha ritenuto generico anche il secondo motivo, confermando che il software CDP era stato iscritto nel bilancio della Project Technology Srl. tra le immobilizzazioni per Euro 400.000 e perciò costituiva componente del patrimonio societario suscettibile di distrazione; la duplicazione abusiva in favore di Azienda Sostenibile Srl. è stata qualificata come distrazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione di Euro 2.415,00 a favore della parte civile, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Legge Fallimentare (L.F.) art. 216, comma 1, n. 1

    art. 216, comma 1, n. 1 L.F.

    La norma sulla bancarotta fraudolenta patrimoniale è stata applicata per configurare la distrazione di risorse del patrimonio della società fallita, inclusi beni immateriali iscritti in bilancio

  • Legge Fallimentare (L.F.) art. 223, comma 1

    Richiamata in relazione alle pene accessorie e alle conseguenze della dichiarazione di bancarotta fraudolenta

  • Legge sul diritto d'autore (L. 633/1941) art. 171-bis

    Utilizzata per configurare il reato di abusiva duplicazione di un programma informatico quale modalità concreta di distrazione del bene immateriale

  • Disp. att. cod. proc. pen. art. 173

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per i limiti formali di enunciazione del ricorso per cassazione (limiti di motivazione)

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (onere probatorio e nozione di patrimonio)

    Sez. 5, n. 32378 del 12/04/2018; Sez. 5, n. 5186 del 02/10/2013; Sez. 5, n. 38434 del 30/05/2019; Sez. 5, n. 32469 del 16/04/2013

    La Corte ribadisce che a chi chiede la riqualificazione della condotta (da bancarotta fraudolenta a preferenziale) grava l'onere di fornire elementi specifici per dimostrare la sussistenza di crediti liquidi ed esigibili o la congruità del compenso; inoltre, la nozione di patrimonio del fallito comprende beni immateriali e diritti iscritti in bilancio, che possono essere oggetto di distrazione anche in assenza di un valido rapporto negoziale

Massime di principio

  • Quando si contesta una condotta come bancarotta preferenziale (es. pagamento a se stessi di compensi), il soggetto che propone la riqualificazione deve allegare e dimostrare elementi concreti sulla esigibilità e congruità del credito: senza tali elementi, il giudice può ritenere sussistente la bancarotta fraudolenta per distrazione
  • L'iscrizione di un bene immateriale in bilancio tra le immobilizzazioni costituisce forte indicazione della appartenenza al patrimonio sociale e può giustificare il suo trattamento come 'bene del fallito' ai fini della bancarotta
  • La nozione di 'patrimonio' ai fini della bancarotta è ampia e comprende anche diritti e beni immateriali; la loro duplicazione o trasferimento abusivo può configurare distrazione
  • La prova dell'effettiva proprietà esclusiva di un bene immateriale (che escluda la sua imputabilità al patrimonio sociale) richiede documentazione chiara e non può essere ricostruita solo con allegazioni generiche o con transazioni che non chiariscono la titolarità
  • In cassazione i motivi devono essere specifici e non generici: l'assenza di puntuali censure sul piano probatorio o motivazionale rende il ricorso inammissibile

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