Cassazione Civile, Sentenza n. 2818/2023 del 31/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Procedimento disciplinare a carico del notaio Andreani per aver rogato atti di compravendita (30/01/2017 e rettifica 03/08/2017) contenenti una clausola che dichiarava la "descrizione catastale" "meramente indicativa" e che estendeva l'oggetto della vendita a "tutti i cespiti immobiliari posseduti" dalla venditrice in una determinata località. Contestata la nullità degli atti per mancanza di determinazione/determinabilità dell'oggetto (artt. 1325 e 1346 c.c.) e per violazione di norme imperative (art. 1418 c.c.), nonché la mancata allegazione del certificato di destinazione urbanistica alla data del primo atto (art. 30 DPR n. 380/2001). La COREDI ha irrogato la sanzione della sospensione per 8 mesi; la Corte d'Appello ha rigettato il reclamo del notaio ritenendo gli atti nulli e non valutabile, ai fini attenuanti, un successivo atto di rettifica e conferma del 09/05/2019 perché intervenuto dopo la decisione della COREDI.
La decisione
La Corte di Cassazione ha esaminato tre motivi: ha dichiarato inammissibile il motivo che denunciava omesso esame di deduzioni difensive (art. 360 n.5 c.p.c.), ha ritenuto inammissibile anche il motivo relativo a presunta violazione dell'art. 112 c.p.c. nella parte subordinata, ma ha invece accolto il primo motivo relativo all'omessa valutazione, da parte della Corte d'Appello, dell'atto di rettifica e conferma del 09/05/2019 quale possibile causa di attenuazione automatica della sanzione ex art. 144 legge notarile. In particolare la Cassazione ha affermato che il giudice del reclamo (Corte d'Appello) è legittimato a valutare funditus il rapporto e tutte le circostanze, comprese quelle sopravvenute, e dunque la Corte d'Appello ha errato nel ritenere preclusa la valutazione di atti posti in essere dopo la decisione della COREDI. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rimessa alla Corte d'Appello di Roma in diversa composizione perché valuti l'incidenza del ravvedimento operoso e l'eventuale riconoscimento delle attenuanti e la conseguente determinazione della sanzione.
Norme richiamate
legge notarile, art. 28 co. 1
Il riferimento è all'obbligo deontologico del notaio: la produzione di atti contrari a norme imperative integra vizio disciplinare cui si applica l'art. 28; la Cassazione conferma che un atto nullo per contrarietà a norma imperativa integra responsabilità disciplinare
legge notarile, art. 138 co. 2
Richiamata nelle contestazioni disciplinari insieme all'art. 28; rilevata la violazione nella redazione di atti che risultino nulli o contrari a norme imperative
legge notarile, art. 144
«la sanzione pecuniaria è diminuita" / "il notaio è assoggettato ad un'unica sanzione pecuniaria»
L'attenuante per comportamento volto a eliminare le conseguenze dannose è riconoscibile e ha effetti automatici sulla misura/natura della sanzione: il giudice deve riconoscere la sussistenza dell'attenuante e poi applicare automaticamente la riduzione prevista
legge notarile, art. 148
Richiamato dal ricorrente in relazione alla procedura disciplinare; la Corte si è soffermata sulla portata delle norme procedurali disciplinari ma ha riconosciuto la competenza del giudice del reclamo a valutare anche fatti sopravvenuti
Norma sull'accordo delle parti quale elemento essenziale del contratto; la Corte ha valutato che la clausola "meramente indicativa" compromette l'accertamento dell'accordo sul bene specifico
Richiesta di determinazione o determinabilità dell'oggetto del contratto: la Corte ha ribadito che, per atti formali "ad substantiam" (compravendita immobiliare), l'oggetto deve essere determinato o determinabile esclusivamente sulla base degli elementi contenuti nell'atto; non è ammesso il rinvio a elementi estrinseci come il possesso
Norma sulla nullità del negozio contraria a norme imperative: la Corte conferma che gli atti ritenuti in contrasto con norme imperative sono nulli e ciò integra illecito disciplinare
Obbligo di allegazione del certificato di destinazione urbanistica riferito alla data dell'atto: la mancanza ovvero la produzione di un certificato riferito a data diversa è considerata inidonea a sanare la nullità dell'atto originario
Codice di Procedura Civile, art. 112
Invocato in relazione alla possibilità di censurare vizi procedurali nelle impugnazioni disciplinari; la Corte ha comunque riconosciuto che il reclamo è giudizio di merito sul rapporto e può valutare fatti sopravvenuti
Codice di Procedura Civile, art. 360 co. 1 nn. 3 e 5
Richiamati relativamente ai motivi di cassazione (violazione di legge e omesso esame di fatto decisivo): la Corte ha escluso la fondatezza dell'eccezione di omesso esame laddove si trattava di argomentazioni difensive non individuate come fatto storico preciso
Massime di principio
- Per la vendita di beni immobili l'oggetto deve essere determinato o determinabile esclusivamente con gli elementi contenuti nell'atto: non sono ammessi rinvii a fatti estrinseci (es. "tutti i cespiti posseduti") per colmare indeterminatezze
- Un'annotazione o una rettifica successiva può sanare in via privatistica l'indeterminatezza, ma per essere efficace (anche ai fini formali come il certificato urbanistico) deve rispettare i requisiti temporali e sostanziali richiesti dalla legge (es. certificato riferito alla data dell'atto da confermare)
- La produzione di atti nulli per violazione di norme imperative configura illecito disciplinare a carico del notaio ai sensi della legge notarile
- Il giudice del reclamo (Corte d'Appello in sede di reclamo disciplinare) è autorizzato a valutare funditus il rapporto e può considerare anche circostanze sopravvenute rispetto alla decisione amministrativa (COREDI), compresi atti posti in essere dopo la decisione, ai fini del riconoscimento delle attenuanti
- L'attenuante prevista dall'art. 144 legge notarile (comportamento volto ad eliminare le conseguenze dannose) è suscettibile di riconoscimento anche se il ravvedimento è stato compiuto successivamente alla decisione amministrativa, e le sue conseguenze sulla misura della sanzione sono in gran parte automatiche: il giudice deve accertarne la sussistenza e rideterminare la sanzione di conseguenza
- Le valutazioni di fatto del giudice di merito sull'idoneità degli elementi indicati nell'atto a identificare l'immobile sono vincolanti in Cassazione se adeguatamente motivate; contestazioni generiche di argomentazioni difensive non configurano "omesso esame" ai sensi dell'art. 360 c.p.c.
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