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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34910/2021 del 17/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (proprietaria)

La controversia

La controversia tra due proprietari confinanti riguardava la corretta individuazione del confine tra i rispettivi fondi. In primo grado il tribunale aveva regolato i confini sulla base della consulenza tecnica d'ufficio, aveva accolto in parte la riconvenzionale della convenuta per l'acquisto per usucapione di alcune porzioni di terreno incluse entro il confine così determinato e l'aveva rigettata per le aree oltre il confine. In appello, la corte territoriale ha invece qualificato la domanda come azione di regolamento di confini e non come rivendica, ha escluso efficacia traslativa a una scrittura del 1993 ritenuta preliminare, ha valorizzato l'atto di vendita del 1996 e la planimetria allegata, individuando il confine nel muro di contenimento esistente tra i fondi e condannando la controparte al rilascio della porzione occupata e al pagamento di un'indennità di occupazione. Ha inoltre rigettato la domanda di usucapione, ritenendo che la resistente conoscesse l'effettiva estensione del proprio fondo e non potesse invocare buona fede ai fini dell'art. 1159 c.c. Il ricorso per cassazione era stato proposto dalla parte soccombente in appello con un solo motivo; la controparte aveva resistito con controricorso e proposto ricorso incidentale condizionato con due motivi. Tuttavia, prima della decisione, il ricorrente principale ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalla controparte.

La decisione

La Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso principale depositata dal ricorrente e dell'accettazione della controparte, dichiarando l'estinzione del giudizio ai sensi degli artt. 390 e 391 c.p.c. Ha inoltre disposto che non vi fosse pronuncia sulle spese, richiamando l'art. 391, comma 4, c.p.c., poiché la controricorrente aveva aderito alla rinuncia e si era dato atto che le parti intendevano compensare le spese. Non è stata quindi esaminata nel merito né la ricorso principale né il ricorso incidentale condizionato.

Norme richiamate

  • art. 390 c.p.c.

    La rinuncia al ricorso determina, se accettata, l'estinzione del giudizio di legittimità.

  • art. 391 c.p.c.

    L'accettazione della rinuncia consente la declaratoria di estinzione del processo in cassazione.

  • art. 391, comma 4, c.p.c.

    In caso di adesione alla rinuncia, la Corte non provvede sulle spese secondo la disciplina richiamata nel provvedimento.

  • art. 1159 c.c.

    La sentenza impugnata aveva escluso l'usucapione decennale perché mancava la buona fede in capo alla parte che invocava l'acquisto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, la rinuncia al ricorso principale, se accettata dalla controparte, comporta l'estinzione del processo senza esame dei motivi di ricorso e del ricorso incidentale condizionato.
  • Quando la controversia concerne la concreta estensione di fondi confinanti e non è in discussione la titolarità dei rispettivi diritti, la domanda va qualificata come azione di regolamento di confini e non come azione di rivendica.
  • Nella determinazione del confine tra fondi, il giudice può valorizzare gli atti di acquisto, le planimetrie allegate e gli elementi materiali di delimitazione del terreno, purché coerenti tra loro.
  • L'usucapione decennale di cui all'art. 1159 c.c. richiede la buona fede dell'acquirente, che è esclusa quando la parte sia consapevole dell'effettiva estensione del bene acquistato.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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