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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16629/2025 del 05/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha revocato la sospensione condizionale della pena concedendo la revoca per mancato svolgimento dell'attività di pubblica utilità (obbligo per un anno dopo il passaggio in giudicato). Frontini sostiene che il dies a quo per il decorso del termine di estinzione di dieci anni (art. 172 c.p.) debba coincidere con il momento in cui si è verificata la condizione di revoca (ossia la scadenza del termine per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e l'effettivo inadempimento), non con la data della decisione giudiziale che ha accertato formalmente la perdita del beneficio. Si richiama, a sostegno, l'indirizzo delle Sezioni Unite (Maiorella) che, in altra fattispecie (revoca dell'indulto), aveva valorizzato il momento della verificazione del presupposto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Il Collegio ha ritenuto che, nella fattispecie di sospensione condizionale della pena disciplinata dall'art. 165 c.p., il provvedimento di revoca non ha natura meramente dichiarativa ma costituisce atto costitutivo/discrezionale: pertanto il dies a quo per il decorso del termine di estinzione decorre dalla data di irrevocabilità del provvedimento di revoca accertativo dell'inosservanza, ossia dal momento in cui il provvedimento di revoca diventa definitivo e la pena può essere effettivamente eseguita. Di conseguenza la Corte di appello di Palermo è stata confermata e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 165 cod. pen.

    Disposizione che consente la concessione della sospensione condizionale della pena subordinata a obblighi (es. svolgimento di lavoro di pubblica utilità). Il provvedimento di revoca per inosservanza di tali obblighi è valutativo e discrezionale e non ha carattere meramente dichiarativo

  • art. 168 n. 1 cod. pen.

    Norma riguardante la revoca dei benefici; la Corte distingue la revoca automatica prevista in alcune ipotesi (es. indulto) dalla revoca collegata agli obblighi di cui all'art. 165, che richiede procedimento giudiziale di accertamento

  • art. 172 cod. pen. (comma quinto e altri riferimenti)

    Stabilisce che il tempo necessario per l'estinzione della pena decorre dalla data in cui si verifica la condizione apposta all'esecuzione della pena; la Corte interpreta che, per la sospensione condizionale ex art. 165, il dies a quo vada individuato nella data di irrevocabilità del provvedimento di revoca che rende eseguibile la pena

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente

Massime di principio

  • Distinguere la natura del beneficio revocato: se la revoca è automatica/accertativa (es. revoca dell'indulto per un fatto che rende l'indulto inefficace), il dies a quo può coincidere con la data dell'evento che fa sorgere automaticamente la revoca; se la revoca deriva dall'accertamento giudiziale di inosservanza di obblighi posti sulla sospensione condizionale (art. 165 c.p.), il provvedimento di revoca ha natura costituttiva/discrezionale e il dies a quo per il decorso del termine di estinzione decorre dalla irrevocabilità del provvedimento di revoca
  • Nei casi di sospensione condizionale con obblighi impostI, l'inosservanza non determina perdita automatica del beneficio: l'interessato può far valere fatti non imputabili che giustifichino l'inadempimento; pertanto il giudice deve compiere una valutazione e la sentenza di revoca costituisce l'atto che rende la pena eseguibile
  • Per valutare la decorrenza dei termini di estinzione/prescrizione occorre esaminare il quadro normativo e la funzione del provvedimento che determina l'eseguibilità: non basta accertare l'evento materiale, rileva l'effetto giuridico prodotto dal provvedimento giudiziale definitivo
  • In situazioni simili raccogliere e documentare tempestivamente le cause dell'inerzia o dell'inadempimento (giustificazioni, comunicazioni, diffide, eventuali provvedimenti amministrativi) per poterle allegare nel procedimento di revoca e opporre al giudice dell'esecuzione
  • Se si ritiene che la revoca sia stata operata senza rispettare il diritto di difesa o senza valutare circostanze esimenti, è possibile proporre impugnazione allocando il tema sulla natura costitutiva del provvedimento e sulla violazione del principio di buona amministrazione e del diritto di difesa

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