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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25636/2024 del 25/09/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (ricorrenti)

La controversia

La vicenda riguarda non il merito della lite originaria, ma la correzione di un errore materiale contenuto nell'ordinanza della Corte di Cassazione n. 31639/2021. In tale precedente provvedimento, la Corte aveva rigettato il ricorso e condannato i ricorrenti alle spese e al versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato. Successivamente l'Ufficio recupero crediti della Corte d'Appello di Catania segnalava l'impossibilità di procedere al recupero dell'importo perché nell'ordinanza risultava indicato erroneamente "Gallitto Roberto" anziché "Gallitto Lorenzo". Il Presidente della Seconda Sezione disponeva quindi la nuova iscrizione del procedimento per la correzione d'ufficio. I ricorrenti in questa fase chiedevano la rettifica del nominativo al fine di rendere coerente il provvedimento con il ricorso e con il codice fiscale indicato. La resistente veniva ritualmente evocata nel contraddittorio sul procedimento di correzione.

La decisione

La Corte ha ritenuto sussistente un errore materiale nell'intestazione dell'ordinanza n. 31639/2021, limitato alla indicazione del nominativo del ricorrente destinatario della condanna alle spese e del contributo unificato. Richiamando la disciplina dell'art. 288 c.p.c. e i precedenti di legittimità sulla possibilità di correzione anche d'ufficio, purché sia instaurato il contraddittorio, ha disposto la correzione del provvedimento: dove era scritto "Gallitto Roberto" deve leggersi "Gallitto Lorenzo". Il procedimento di correzione si è quindi concluso con accoglimento dell'istanza di rettifica del nominativo.

Norme richiamate

  • art. 288 c.p.c.

    generale disciplina della correzione dell'errore materiale

    consente di correggere errori o omissioni che incidono sulla sola esteriorizzazione del comando giudiziale, quando vi sia incoerenza tra volontà espressa e contenuto reale del provvedimento

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato quale base procedurale, insieme alla disciplina della correzione, per la trattazione camerale e l'instaurazione del contraddittorio nel procedimento di correzione

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    ulteriore importo a titolo di contributo unificato

    norma richiamata come titolo della condanna al versamento dell'ulteriore importo, la cui corretta individuazione del soggetto obbligato richiede la rettifica del nominativo

Massime di principio

  • L'errore materiale contenuto in un provvedimento giudiziale può essere corretto quando riguardi la sola esteriorizzazione del comando e non la sua sostanza decisoria, cioè quando emerga una divergenza tra la volontà effettivamente espressa e la sua formulazione testuale.
  • La correzione dell'errore materiale può essere disposta anche d'ufficio dalla Corte di cassazione, purché sia instaurato il contraddittorio con la controparte.
  • La presenza di dati testuali obiettivi e coerenti nel fascicolo, come l'intestazione del ricorso e il codice fiscale, può consentire di individuare con certezza il nominativo corretto del soggetto destinatario della statuizione.
  • Quando l'errore riguarda l'identificazione del soggetto condannato alle spese o al contributo unificato, la rettifica è funzionale sia alla coerenza formale del provvedimento sia alla sua concreta eseguibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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