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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44345/2024 del 04/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L\'imputato impugnava la conferma della condanna per macellazione clandestina (art. 6 d.lgs. 193/2007) sostenendo che la macellazione fosse riconducibile alla produzione primaria e alla preparazione/manipolazione domestica esentate dal Reg. CE 853/2004 (art. 1, comma 3, lett. a e b). Denunciava inoltre carenze probatorie circa la destinazione alla cessione delle carni (testimonianza del dott. Monaco priva di elementi che indagassero su attività commerciale) e il travisamento della prova da parte della Corte territoriale che aveva invece posto rilievo sulla stazza dell\'animale. Contestava infine il mancato riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall\'art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo insufficiente la motivazione della Corte d\'appello che aveva desunto la destinazione alla vendita dalla stazza dell\'animale e aveva ristretta l\'esenzione prevista dal Regolamento CE 853/2004 alle sole macellazioni di animali di piccola taglia. La Cassazione ha richiamato l\'art. 6 d.lgs. 193/2007 e il Reg. CE 853/2004 (art. 1, comma 3) che escludono dall\'ambito applicativo la produzione primaria e la preparazione domestica, non condizionandole alla stazza dell\'animale. Ha poi richiamato l\'art. 16 del d.lgs. 27/2021 che consente la macellazione per autoconsumo di suidi e bovidi fuori da stabilimenti registrati, con divieto di commercializzazione, senza riferimento al peso; ciò ha reso illogico il procedimento inferenziale della Corte territoriale. Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato alla Corte territoriale per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 6 d.lgs. 193/2007

    Chiunque, nei limiti di applicabilita del regolamento (CE) n. 853/2004, effettua attività di macellazione di animali, di produzione e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti ... e la effettua quando il riconoscimento è sospeso o revocato è punito ...

    La norma punisce la macellazione fuori da stabilimenti riconosciuti nei limiti di applicabilità del Reg. 853/2004; l\'esenzione va valutata alla luce del regolamento comunitario e non può essere agganciata alla sola stazza dell\'animale

  • Regolamento CE 853/2004

    art. 1, comma 3: il presente regolamento non si applica: a) alla produzione primaria per uso domestico privato; b) alla preparazione, alla manipolazione e alla conservazione domestica di alimenti destinati al consumo domestico privato; c) ... d) ...

    Il Regolamento esclude dall\'ambito applicativo le attività domestiche previste alle lett. a) e b) indipendentemente dalla stazza degli animali; l\'esenzione non è limitata ai "piccoli quantitativi" citati nelle lett. c) e d se non pertinenti

  • art. 16 d.lgs. 27/2021

    consentita la macellazione per autoconsumo al di fuori di stabilimenti registrati o riconosciuti ... a) divieto di commercializzazione ... d) possibilità di controlli a campione ... 2. Le specie ... c) suidi; d) bovidi

    Conferma la compatibilità della macellazione per autoconsumo di suidi e bovidi fuori dagli stabilimenti, senza riferimento a peso o dimensioni, e sancisce il divieto di commercializzazione, rafforzando l\'esenzione per uso domestico

  • Regolamento CE 1099/2009

    non presente quote specifica nel testo impugnato

    Citato dalla Corte d\'appello ma ritenuto non determinante dalla difesa e dalla Cassazione: il 1099/2009 riguarda il benessere animale nella macellazione e non introduce di per sé una fattispecie penale collegata alla sede di macellazione

  • d.lgs. 131/2013

    non presente quote specifica nel testo impugnato

    Richiamato dalla Corte territoriale secondo le parti, ma la Cassazione osserva che non disciplina una fattispecie penale per la violazione del Reg. 1099/2009 e non risolve la questione della destinazione commerciale

  • art. 131-bis c.p.

    non presente quote specifica nel testo impugnato

    Rilevata dalla difesa come possibile causa di non punibilità per fatti commessi senza pericolo per la collettività; la Corte territoriale aveva negato l\'applicazione valorizzando la presunta destinazione al commercio, decisione censurata dalla Cassazione

  • artt. 192, 530, 533 c.p.p.; art. 25 Cost.

    non presenti quote specifiche nel testo impugnato

    Richiamati per lamentare vizio di motivazione, travisamento della prova e violazione dei principi costituzionali e processuali; la Cassazione dà rilievo al fatto che il materiale probatorio non confuta la plausibile destinazione endofamiliare

Massime di principio

  • L\'esenzione prevista dal Reg. CE 853/2004 per produzione primaria e preparazione/manipolazione domestica si applica indipendentemente dalla stazza dell\'animale: il peso non è di per sé indice di commercializzazione
  • Per ottenere una condanna per macellazione clandestina occorre prova specifica della destinazione alla vendita o alla cessione: indizi vaghi o basati solo su dimensioni dell\'animale possono essere insufficienti
  • Il d.lgs. 27/2021 (art. 16) legittima la macellazione per autoconsumo di suidi e bovidi fuori dagli stabilimenti, con divieto di commercializzazione; le norme nazionali e regionali devono essere valutate per verificare il rispetto delle condizioni per l\'autoconsumo
  • In caso di dubbio rilevante circa la destinazione del prodotto (uso domestico vs commerciale) l\'accertamento probatorio deve privilegiare l\'ipotesi non colpevolistica: il principio di responsabilità penale richiede prova chiara dell\'elemento soggettivo e della destinazione alla cessione
  • L\'uso di regolamenti diversi (es. 1099/2009) non risolve automaticamente la questione penale relativa al luogo di macellazione: va chiarito il collegamento normativo e la rilevanza penale della violazione invocata

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