Cassazione Penale, Sentenza n. 43440/2022 del 15/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza di non convalida dell'arresto emessa dal Tribunale di Torino, sostenendo che gli agenti di polizia giudiziaria avevano agito legittimamente. In particolare il PM ha rilevato che Anteghini, in stato di alterazione per alcool e stupefacenti, aveva danneggiato più veicoli in sosta, aveva rifiutato di farsi accompagnare sul luogo dei fatti e in caserma per le identificazioni e gli atti di rito, e si era mostrato oppositivo e violento anche all'interno della vettura di servizio (scalciando contro il finestrino, danneggiando il veicolo e tentando di colpire gli operanti). Il PM censurava la valutazione del Tribunale che aveva ritenuto la perquisizione e l'assicurazione con manette e il collocamento in auto atti arbitrari tali da giustificare la reazione dell'indagato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso del P.M. fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. La Corte ha ritenuto legittima la perquisizione di iniziativa alla luce dei danneggiamenti multipli e dello stato di alterazione dell'indagato, nonché necessario l'accompagnamento per identificazione, rilevamento di precedenti dattiloscopici e redazione degli atti di rito. Ha inoltre ritenuto che la condotta tenuta da Anteghini, anche all'interno della vettura (scalci, danneggiamenti, tentativi di colpire gli operanti), integri il reato di resistenza ex art. 337 cod. pen., e quindi giustifichi la convalida dell'arresto. In conseguenza è stato annullato l'atto del Tribunale che non aveva convalidato l'arresto.
Norme richiamate
Il reato di resistenza comprende anche la cosiddetta violenza 'impropria' che, pur non colpendo direttamente il pubblico ufficiale, ne ostacola l'attività. La condotta oppositiva e i danneggiamenti posti in essere durante l'accompagnamento rientrano nel paradigma dell'articolo.
Riferito al danneggiamento aggravato contestato per gli atti compiuti su più veicoli; la fattispecie è stata valutata come fatto antecedente che giustifica l'intervento degli organi di polizia.
Il Tribunale aveva fatto riferimento (implicitamente) a questa norma per sostenere una possibile giustificazione della reazione dell'indagato quando il pubblico ufficiale eccede nelle attribuzioni; la Corte di Cassazione tuttavia non ha ritenuto configurabile l'eccesso tale da escludere la responsabilità dell'indagato.
art. 4 L. 22 maggio 1975, n. 152
art. 4 L. 22 maggio 1975, n. 152
Riferimento normativo alla perquisizione eseguita; la Corte ha ritenuto che, alla luce delle circostanze concrete (danneggiamenti multipli e stato di alterazione), la perquisizione di iniziativa fosse giustificata.
Giurisprudenza di legittimità richiamata
Sez. 2, n. 44860 del 17/10/2019 (Besana); Sez. F, n. 40 del 10/09/2013 (E.); Sez. 4, n. 41936 del 14/07/2006 (Campicello); Sez. 6, n. 31716 del 08/04/2003 (Laraspata); Sez. 5, n. 21183 del 27/10/2016 (Vattimo)
La giurisprudenza consolidata qualifica come resistenza anche la violenza impropria che ostacola l'attività del pubblico ufficiale; inoltre il ricorso del PM avverso la non convalida può essere accolto con annullamento senza rinvio quando la valutazione riguarda una fase ormai perimata e serve a definire la correttezza dell'operato della polizia giudiziaria.
Massime di principio
- La legittimità di una perquisizione di iniziativa va valutata sulle concrete circostanze di fatto: danneggiamenti multipli, comportamento manifestamente alterato o minaccioso possono giustificare l'intervento senza ulteriori elementi formali.
- La misura cautelare dell'assicurazione con manette e il collocamento in auto sono legittimi se proporzionati e necessari per garantire l'identificazione, la sicurezza degli operatori e la conservazione delle fonti di prova; la loro legittimità va motivata sul piano fattuale.
- Il reato di resistenza ex art. 337 cod. pen. può configurarsi anche attraverso condotte che non colpiscono fisicamente il pubblico ufficiale ma ne ostacolano l'attività (violenza impropria), come scalci, danneggiamenti alla vettura o tentativi di aggressione durante l'accompagnamento.
- La valutazione della condotta dell'indagato non può essere fatta solo 'ex post' in termini di giustificazione della reazione: se gli operanti hanno agito entro limiti di legalità e necessità la reazione dell'indagato non esclude automaticamente la responsabilità penale.
- Il ricorso del Pubblico Ministero contro la non convalida dell'arresto mira a verificare la correttezza dell'intervento della polizia giudiziaria; in sede di Cassazione, quando il giudizio attiene a una fase perimata, è possibile l'annullamento senza rinvio se l'arresto risulta legittimo.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 15 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 43236/2022 del 15/11/2022
- Sentenza penale · 15 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 43237/2022 del 15/11/2022
- Sentenza penale · 15 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 43238/2022 del 15/11/2022
- Sentenza penale · 15 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 43240/2022 del 15/11/2022
- Sentenza penale · 15 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 43241/2022 del 15/11/2022
- Sentenza penale · 15 nov 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 43245/2022 del 15/11/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →