Cassazione Penale, Sentenza n. 1727/2025 del 14/01/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto circa la competenza territoriale relativa a procedimenti contro Mohamed Ktimi e Anass Ouassif. Il GIP di Napoli, con ordinanza del 16/10/2024, aveva convalidato arresti e dichiarato la propria incompetenza territoriale a favore del Tribunale di Nola per reati di furto con strappo e per indeterminatezza del luogo per il reato di ricettazione. Il GIP di Nola, dopo aver applicato misure cautelari (custodia per Ktimi; obbligo di presentazione per Ouassif limitatamente alla ricettazione), ha sollevato conflitto sostenendo che il reato più grave (furto aggravato capo A, commesso a Napoli) radicherebbe la competenza a Napoli e che per la ricettazione si dovrebbe seguire la prima iscrizione secondo l'art. 9, comma 3 c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato il conflitto insussistente. Ha ritenuto che il GIP che decide sulla richiesta di misura cautelare esercita una competenza ad acta e, una volta adottato il provvedimento cautelare, non può sollevare validamente conflitto di competenza; in tali ipotesi la condizione di attualità richiesta dall'art. 28 c.p.p. non si verifica. Ha inoltre richiamato un consolidato orientamento di legittimità contrario alla pronuncia citata dal GIP di Nola. Conseguentemente gli atti sono stati restituiti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola.
Norme richiamate
Regola i termini per la custodia cautelare e la rilevanza temporale delle misure: non giustifica da sola la rinnovazione della misura come motivo per sollevare conflitto dopo che il giudice ha già deciso sulla cautela
Disciplina la dichiarazione di conflitto di competenza tra Autorità giudiziarie; evocata come base procedurale per la denunzia del conflitto da parte del GIP di Nola
art. 9, comma 3, cod. proc. pen.
Stabilisce che per determinare la competenza, in alcuni casi (es. reati con luogo incerto), si può fare riferimento alla prima iscrizione nel registro delle notizie di reato; il GIP di Nola aveva invocato questa norma per far valere la competenza di Napoli sulla ricettazione
Richiede l'attualità del conflitto; la Corte ha ritenuto che, dopo che il GIP ha adottato il provvedimento cautelare, la condizione di attualità non sussiste per sollevare conflitto
Prevede la procedura di denunzia del conflitto e le conseguenze sul decorso dei termini; la Corte osserva che il GIP che riceve gli atti può optare per la denunzia senza pregiudicare l'efficacia della misura
Norma che definisce il reato di furto e sue aggravanti; nel caso ha rilievo la qualificazione del furto aggravato (n.4 e n.5) ai fini della determinazione della gravità dei reati e quindi della competenza
Massime di principio
- Il giudice per le indagini preliminari che decide sulla richiesta di misura cautelare esercita una competenza ad acta: dopo aver adottato il provvedimento cautelare non è ammissibile sollevare un conflitto di competenza relativo a quella decisione; in tal caso, se rilevanti dubbi, il giudice può denunziare il conflitto senza decidere autonomamente sulla competenza
- La proponibilità del conflitto richiede la sua attualità (art. 28 c.p.p.): atti già decisi in modo definitivo sulla cautela non creano la condizione di attualità necessaria per il conflitto
- La competenza territoriale è generalmente determinata dal reato più grave (criterio della prevalenza della legge penale più grave), salvo norme speciali (es. art. 9, comma 3 c.p.p.) che, per reati con luogo indeterminato, attribuiscono rilevanza alla prima iscrizione nel registro delle notizie di reato
- Se si è già proceduto all'applicazione di una misura cautelare da parte del giudice che riceve gli atti, l'azione corretta per contestare la competenza è la denunzia del conflitto, non la decisione di sollevarlo dopo aver deciso
- La giurisprudenza di legittimità consolidata prevale su pronunce isolate: nel dubbio sulle conseguenze processuali di una decisione cautelare, è essenziale riferirsi all'orientamento consolidato per la strategia (denunzia vs. sollevazione) da adottare
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