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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11953/2023 del 21/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente deduce la violazione degli artt. 16 d.lgs. 228/21, 23-bis d.l. 137/20, 24 e 111 Cost. e dell'art. 6 CEDU sostenendo che la Corte di Appello di Milano, pur avendo ricevuto richiesta di trattazione orale, ha deciso "de plano" il 2/2/2022 (richiamando art. 123 d.l. 149/20 e art. 23 d.l. 149/2020), senza comunicare l'orario dell'udienza e senza consentire la discussione orale, cagionando violazione del diritto di difesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il vizio lamentato era una nullità a regime intermedio verificatasi nella fase preliminare dell'appello e avrebbe dovuto essere eccepita tempestivamente nel corso del giudizio di appello. Dagli atti risultava che la richiesta di trattazione orale era stata depositata il 17/01/2022 e che il difensore aveva depositato conclusioni scritte prima della trattazione senza lamentare il mancato accoglimento dell'istanza; pertanto la mancata eccezione in sede di appello impedisce di dedurre la nullità in Cassazione. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende. Sentenza con motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 16 d.lgs. 228/21

    La norma richiamata riguarda garanzie procedurali; la Corte ha ritenuto che l'eventuale violazione riconducibile all'omessa trattazione orale dovesse essere eccepita tempestivamente in appello, non in Cassazione.

  • art. 23-bis d.l. 137/20

    Norma emergenziale richiamata dalla ricorrente in relazione alle modalità di svolgimento delle udienze; la Corte di Cassazione ha ritenuto che eventuali profili di illegittimità connessi a tali norme debbano essere sollevati tempestivamente nel rito di merito.

  • art. 123 d.l. 149/20

    Citato dalla Corte territoriale come base per decidere "de plano"; la Cassazione ha considerato irrilevante il richiamo se la parte non ha eccepito tempestivamente la modalità di celebrazione dell'udienza.

  • art. 23 d.l. 149/2020

    Richiamato come norma che avrebbe consentito alla Corte territoriale di decidere in camera di consiglio; la Cassazione ha ritenuto che l'eventuale uso di tale previsione non possa essere impugnato per la prima volta in sede di legittimità se non contestato in appello.

  • art. 24 Cost.

    Tutela del diritto di difesa: la Corte ha fatto prevalere il principio della tempestività dell'eccezione per preservare il diritto di difesa, ritenendo che la mancata contestazione in appello comporti perdita della rilevabilità in Cassazione.

  • art. 111 Cost.

    Principio del giusto processo e della pronuncia da parte di un giudice terzo e imparziale; la Corte ha ritenuto che le doglianze relative al corretto svolgimento del rito debbano essere proposte nei modi e nei termini previsti, altrimenti risultano inammissibili in Cassazione.

  • art. 6 CEDU

    Diritto a un processo equo: la Corte ha implicitamente ritenuto che, anche in presenza di un potenziale vulnus, la mancata tempestiva eccezione in sede di appello impedisce la statuizione della Cassazione sul punto.

  • art. 648 cod. pen. (comma secondo, oggi comma quarto)

    reato contestato alla ricorrente

    Norma sostanziale cui si riferisce la condanna di merito; citata per contestualizzare il reato per cui la ricorrente è stata condannata in prime e seconde cure.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma esemplare (equa) di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende per colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

  • Giurisprudenza di legittimità (ex plurimis: Sez. 2, n. 46638 del 13/9/2019; Sez. 6, n. 42755 del 24/9/2014)

    Principio consolidato secondo cui le nullità a regime intermedio verificatesi nella fase degli atti preliminari al giudizio di appello devono essere tempestivamente eccepite in sede di appello e non possono essere dedotte per la prima volta in Cassazione.

Massime di principio

  • Le nullità 'a regime intermedio' emerse nella fase preliminare dell'appello devono essere eccepite tempestivamente nel corso dell'appello; se non vengono contestate in quella sede, sono inammissibili in Cassazione.
  • La richiesta di trattazione orale o eventuali lamentele sulla mancata comunicazione dell'ora dell'udienza vanno sollevate nelle conclusioni o con apposite eccezioni in appello per essere poi valutate in sede di legittimità.
  • Le disposizioni emergenziali che incidono sulle modalità di celebrazione delle udienze possono essere contestate, ma la loro impugnazione richiede la tempestività dell'eccezione nel rito di merito; la Cassazione verifica principalmente l'inammissibilità formale quando la questione non è stata sollevata prima.
  • In caso di inammissibilità del ricorso per carenza di tempestività delle eccezioni, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e a sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Per preservare i diritti costituzionali e convenzionali (art. 24, 111 Cost., art. 6 CEDU) è essenziale documentare e sollevare immediatamente in primo grado o in appello ogni vizio procedurale relativo alla celebrazione dell'udienza; altrimenti si rischia la perdita della rilevabilità del vizio in Cassazione.

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