Cassazione Penale, Sentenza n. 30341/2026 del 10/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte d'appello, quale giudice dell'esecuzione, aveva rigettato l'istanza di applicazione della continuazione tra più condanne irrevocabili riportate dall'interessato: una prima sentenza per tre tentate estorsioni e truffa commesse nel 2016, una seconda per rapina e lesioni personali del 14 dicembre 2016, e una terza per estorsione consumata e tentata del 3 agosto 2022. La difesa sosteneva che tutti i fatti fossero unificati da un medesimo disegno criminoso, fondato sulla perdurante tossicodipendenza del condannato e sulla costante finalità di reperire denaro per acquistare cocaina. I motivi di ricorso deducevano violazione degli artt. 671 c.p.p. e 81, comma 2, c.p., nonché vizi motivazionali, assumendo che il giudice dell'esecuzione avesse valorizzato solo la distanza temporale di circa sei anni tra i primi fatti e quelli del 2022, trascurando gli indici sintomatici allegati dalla difesa, la relazione del Ser.t., i test tossicologici positivi, i percorsi terapeutici, la precedente ordinanza che aveva già riconosciuto la continuazione tra i primi due gruppi di reati e l'analogia delle modalità esecutive e del contesto territoriale.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso e ha confermato il rigetto dell'istanza di continuazione disposto dal giudice dell'esecuzione. Ha affermato che il giudizio sull'unicità del disegno criminoso è questione di fatto rimessa al merito e sindacabile in cassazione solo per motivazione carente o illogica. Nel caso concreto, la motivazione dell'ordinanza impugnata è stata ritenuta congrua perché fondata sul rilevante iato temporale di circa sei anni tra i fatti, elemento che rende meno plausibile una preordinazione originaria dei reati successivi. La Suprema Corte ha inoltre osservato che la tossicodipendenza e la detenzione subita nel periodo intermedio non bastavano a dimostrare, in concreto, la preventiva programmazione anche dei reati più recenti; anzi, la lunga soluzione di continuità tra detenzione, arresti domiciliari e percorsi terapeutici deponeva contro l'esistenza di un unico disegno criminoso. È stata quindi disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali.
Norme richiamate
disciplina il riconoscimento in executivis del reato continuato; richiede una verifica concreta dell'unicità del disegno criminoso anche nella fase esecutiva.
la continuazione presuppone che i reati successivi fossero programmati, almeno nelle linee essenziali, già al momento del primo fatto.
in caso di rigetto del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
è disposta l'omissione delle generalità e degli altri dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento.
Massime di principio
- In tema di continuazione, l'unicità del disegno criminoso è una questione di fatto rimessa al giudice di merito e, in sede di legittimità, è censurabile solo per motivazione assente, contraddittoria o manifestamente illogica.
- Il riconoscimento della continuazione richiede la prova che, al momento del primo reato, i successivi fossero già stati programmati almeno nelle loro linee essenziali; non basta un generico tratto comune di movente, di contesto o di modus operandi.
- Quando tra i fatti intercorre un rilevante intervallo temporale, la prova dell'identità del disegno criminoso deve essere particolarmente rigorosa, perché il tempo trascorso rende meno plausibile la preordinazione originaria dei reati successivi.
- La tossicodipendenza del condannato, pur potendo costituire un elemento sintomatico, non è di per sé sufficiente a fondare la continuazione se i reati risultano inseriti in una sequenza temporale discontinua e intervallata da detenzione o percorsi terapeutici.
- La detenzione o altra limitazione della libertà personale tra i fatti non esclude automaticamente la continuazione, ma la sua rilevanza va valutata in concreto: se il periodo intermedio mostra una significativa soluzione di continuità, può indebolire la tesi dell'unico disegno criminoso.
Come è indicizzato
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