Cassazione Penale, Sentenza n. 25117/2026 del 03/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
L'imputato, socio accomandatario e legale rappresentante di una società che aveva in leasing beni elettronico-informatici, era stato condannato in primo grado e la condanna era stata confermata in appello per appropriazione indebita aggravata. Secondo la ricostruzione riportata, dopo la risoluzione del contratto di leasing egli non avrebbe restituito i beni nel luogo e nel termine indicati dal concedente; la società di leasing si era costituita parte civile per il risarcimento del danno. Nel ricorso per cassazione l'imputato ha dedotto: 1) violazione dell'art. 646 c.p. e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte territoriale avesse identificato l'interversione del possesso nella sola mancata restituzione nel luogo e nel termine richiesti, confondendo l'inadempimento contrattuale con la tipicità penale; 2) motivazione apparente e mancata effettiva confutazione del motivo di appello relativo alla PEC con cui aveva comunicato che i beni erano stati collocati in un deposito della società e messi a disposizione per il ritiro, elemento che avrebbe dovuto escludere la valenza univoca dell'asserito rifiuto restitutorio; 3) violazione di legge e vizio di motivazione sul dolo specifico di ingiusto profitto, poiché la Corte avrebbe desunto l'elemento soggettivo dalla sola mancata restituzione e dalla ritenuta genericità della PEC, senza indicare quale utilità patrimoniale concreta fosse perseguita; 4) violazione di legge in tema di trattamento sanzionatorio, invocando lo ius superveniens favorevole conseguente alla sentenza della Corte costituzionale n. 46/2024.
La decisione
La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato di appropriazione indebita è risultato estinto per intervenuta remissione della querela, validamente trasmessa dal procuratore speciale della persona offesa e accettata dal procuratore speciale dell'imputato. Di conseguenza, non è stata esaminata nel merito la doglianza sulla configurabilità del reato né quella sul trattamento sanzionatorio; l'imputato è stato però condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Il reato di appropriazione indebita è procedibile a querela della persona offesa; la remissione validamente accettata estingue il reato.
art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.
È richiamato come parametro per dedurre violazione di legge in relazione alla qualificazione giuridica della condotta e al trattamento sanzionatorio.
art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.
È richiamato per i vizi di motivazione denunciati dal ricorrente.
È richiamato dal ricorrente a sostegno della censura di motivazione apparente.
È richiamato dal ricorrente in relazione al contenuto della motivazione della sentenza.
È richiamato dal ricorrente in relazione ai limiti devolutivi dell'appello e alla risposta ai motivi proposti.
art. 620, comma 1, lett. a), c.p.p.
Consente l'annullamento senza rinvio quando il reato è estinto.
Le spese del procedimento sono poste a carico del querelato in caso di estinzione per remissione della querela.
sentenza Corte costituzionale n. 46/2024
È invocata dal ricorrente come ius superveniens favorevole sul trattamento sanzionatorio dell'art. 646 c.p., ma la Corte non ne fa applicazione per l'intervenuta estinzione del reato.
Massime di principio
- Quando il reato per cui si procede è perseguibile a querela, la validità della remissione e della relativa accettazione determina l'estinzione del reato e impone l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
- La remissione della querela può essere validamente effettuata e accettata anche tramite procuratori speciali, purché risulti la relativa procura.
- In presenza di estinzione del reato per remissione della querela, il giudice di legittimità non è tenuto a scrutinare i motivi di ricorso attinenti al merito della responsabilità o al trattamento sanzionatorio.
- Le spese processuali restano a carico dell'imputato-querelato quando il procedimento si estingue per remissione della querela.
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