Cassazione Civile, Sentenza n. 14044/2023 del 22/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Trento che, riformando il Tribunale di Rovereto, aveva accolto il gravame proposto da Giuseppina Cuccurullo accertando la prescrizione di quattro delle cinque cartelle esattoriali notificate nel 2010, per assenza di validi atti interruttivi prodotti dall'ente. L'Agenzia deduceva plurime violazioni di norme: errata qualificazione dell'estratto di ruolo e del termine per proporre opposizione (art. 24 e art. 34 d.lgs. n.46/1999), vizio nella qualificazione dell'azione (sosteneva che l'estinzione per prescrizione avrebbe dovuto essere dedotta in opposizione all'esecuzione, artt. 615 e 618-bis c.p.c.), errore sulla decorrenza e sul termine di prescrizione dei crediti dopo formazione del ruolo (richiamando artt. 2846 e 2953 c.c., L. 335/1995 e orientamenti giurisprudenziali), rilevanza interruttiva del preavviso di fermo notificato il 23.09.2015 e omissione di fatto decisivo da parte della Corte territoriale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di jus postulandi della parte ricorrente: l'Agenzia delle Entrate - Riscossione non aveva rispettato il criterio di patrocinio stabilito dal Protocollo con l'Avvocatura Generale dello Stato (salvo conflitto, indisponibilità o delibera motivata), sicché la procura conferita a un avvocato del libero foro risultava invalida ai fini della regolare costituzione del rapporto processuale. Il giudice ha potuto rilevare d'ufficio tale vizio anche in sede di cassazione. Per tale ragione le questioni di merito sollevate dall'Agenzia non sono state esaminate. Spese compensate; rilevata la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto dall'art.13 d.P.R. n.115/2002 (come modificato).
Norme richiamate
Prevede il termine perentorio di 40 giorni per proporre opposizione alla cartella esattoriale; la questione dell'impugnabilità autonoma dell'estratto di ruolo (e relativi termini) è stata sollevata ma non decisa in questa sede per l'inammissibilità del ricorso.
Richiamato dalla ricorrente nell'ambito della censura sull'estratto di ruolo; la Corte non ha pronunciato un'interpretazione sostanziale per via dell'inammissibilità.
Codice di procedura civile, artt.615 e 618-bis
Riferiti dalla ricorrente per sostenere che la deduzione della prescrizione, come fatto estintivo successivo, rientra nell'opposizione all'esecuzione e non è soggetta a termini perentori; questione non esaminata nel merito.
Codice civile, artt.2846 e 2953
Richiamati in relazione all'eventuale effetto novativo della formazione del ruolo sulla prescrizione delle obbligazioni; la ricorrente sosteneva che si dovrebbe avere un nuovo termine di prescrizione (anche decennale), ma la Corte non è intervenuta sul punto.
Invocata rispetto alla durata dei termini prescrizionali (profili contributivi) e all'effetto interruttivo del preavviso di fermo; non decisa dalla Corte di legittimità per l'inammissibilità del ricorso.
R.D. 1611/1933, art.43 co.4
Richiama la necessità, salvo casi previsti, che l'Agenzia incarichi l'Avvocatura dello Stato per il patrocinio in Cassazione; l'inosservanza incide sulla validità della procura e sulla regolare costituzione processuale.
Protocollo 22 giugno 2017 (Agenzia - Avvocatura Generale dello Stato)
Stabilisce l'affidamento convenzionale del patrocinio in Cassazione all'Avvocatura dello Stato; la Corte ha ritenuto che il mancato rispetto del protocollo (in mancanza dei presupposti per derogare) comporta carenza di jus postulandi e inammissibilità del ricorso.
D.P.R. n.115/2002, art.13 comma 1-quater (come modificato dall'art.1, comma 17 L. n.228/2012)
Norma richiamata per disporre l'obbligo, in caso di inammissibilità, del versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato da parte della ricorrente.
Massime di principio
- Quando uno degli enti pubblici (es. Agenzia delle Entrate - Riscossione) propone ricorso in Cassazione è essenziale che il patrocinio a Cassazione sia conferito secondo il protocollo/criteri previsti (es. Avvocatura dello Stato); il mancato rispetto può determinare l'inammissibilità per carenza di jus postulandi anche se le questioni di merito sono rilevanti.
- Il vizio di costituzione relativo alla procura/potere di rappresentanza della pubblica amministrazione può essere rilevato d'ufficio dal giudice, anche in sede di legittimità, e può essere ragione assorbente che impedisce l'esame delle questioni sostanziali.
- La decorrenza e la qualificazione dei termini per impugnare cartelle/estratti di ruolo (es. termine perentorio di 40 giorni) e la distinzione tra impugnazione dell'estratto di ruolo e della cartella sono questioni rilevanti e spesso controverse: va valutato attentamente quale atto sia stato notificato e quando sia iniziato il termine per proporre opposizione.
- Se si vuole far valere l'estinzione del debito per prescrizione, è importante valutare il corretto rimedio procedurale (opposizione al ruolo, opposizione all'esecuzione, eccezioni nel processo esecutivo) e produrre tempestiva e documentata prova degli atti interruttivi o dei termini decorrenziali.
- Nelle contestazioni su prescrizione e interruzione del credito tributario occorre raccogliere e depositare tutte le prove documentali degli atti interruttivi (notifiche, intimazioni, preavvisi di fermo), perché la loro esistenza o assenza è decisiva; l'assenza di tali elementi favorisce la pronuncia di prescrizione da parte del giudice di merito.
- In caso di inammissibilità del ricorso in Cassazione possono sorgere conseguenze administrative/procedurali (es. obbligo di versamento di ulteriore contributo unificato) e la compensazione delle spese può essere disposta dal giudice in ragione delle specifiche circostanze.
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