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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34737/2024 del 28/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia riguarda una servite0 di passaggio costituita su una strada gravante sul fondo servente. Il proprietario del fondo dominante aveva chiesto in giudizio l'accertamento dell'aggravamento della servite0 per effetto dell'apertura di due nuovi varchi, pedonale e carrabile, rispetto a un solo varco preesistente, nonche9 la rimozione di una tubazione interrata di acqua e gas installata lungo la strada e il risarcimento dei danni. Il Tribunale aveva rigettato la domanda, ma la Corte d'appello aveva riformato la decisione, ordinando la chiusura dei varchi e la rimozione del tubo, ritenendo che, in assenza di puntuali indicazioni nel titolo, l'esercizio della servite0 dovesse avvenire col minor aggravio possibile per il fondo servente e che i nuovi varchi comportassero un aggravio per maggiore lunghezza del percorso, rumore, privacy e riduzione degli spazi di parcheggio. Il proprietario del fondo servente ha proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: (1) nullite0 della sentenza per motivazione apparente, per mancato esame del titolo costitutivo e delle conclusioni della CTU; (2) violazione degli artt. 1063, 1065 e 1362 ss. c.c. per erronea interpretazione del titolo della servite0; (3) violazione dell'art. 1065 c.c. per errata applicazione del criterio del minor aggravio e per avere sostanzialmente compresso la servite0; (4) violazione dell'art. 345 c.p.c. perche9 la decisione d'appello avrebbe accolto un motivo fondato su ragioni nuove; (5) violazione degli artt. 99 e 112 c.p.c. e delle preclusioni perche9 la domanda di rimozione del tubo sarebbe stata proposta tardivamente. La controparte ha resistito con controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto i primi tre motivi, ritenendo che la Corte d'appello avesse omesso di esaminare il titolo costitutivo della servite0 e avesse motivato in modo apodittico sull'aggravamento, senza un corretto accertamento dell'estensione e delle modalite0 di esercizio del diritto. Ha quindi cassato la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e ha rinviato alla Corte d'appello di Palermo, in diversa composizione, anche per le spese. Il quarto motivo e8 stato dichiarato assorbito. Il quinto motivo e8 stato rigettato, perche9 la domanda di rimozione della tubazione era gie0 compresa sin dall'atto introduttivo nella pif9 ampia richiesta di rimozione di ogni manufatto, tubatura e conduttura realizzati sul fondo. La causa dovre0 dunque essere riesaminata dal giudice di rinvio alla luce dei principi sulla primazia del titolo costitutivo della servite0 e sulla corretta verifica dell'eventuale aggravamento.

Norme richiamate

  • art. 1063 c.c.

    Stabilisce la gerarchia delle fonti regolatrici della servite0: il titolo costitutivo e8 la fonte primaria per l'estensione e le modalite0 di esercizio, mentre i criteri sussidiari operano solo in caso di lacune o ambiguite0 del titolo.

  • art. 1065 c.c.

    Il criterio del minor aggravio per il fondo servente opera in via sussidiaria, solo quando il titolo non determini in modo puntuale l'esercizio della servite0; non puf2 sovrapporsi al contenuto chiaro del titolo.

  • artt. 1362 ss. c.c.

    I criteri ermeneutici contrattuali vanno utilizzati per interpretare il titolo costitutivo della servite0, ma non per sostituirsi a un testo chiaro e univoco.

  • art. 132, co. 2 n. 4 c.p.c.

    Invocato come parametro del vizio di motivazione, ma la Corte di cassazione ha ritenuto che il primo motivo fosse fondato per l'omesso esame del titolo e per la motivazione solo apparente.

  • art. 191 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al mancato rispetto delle risultanze della consulenza tecnica d'ufficio; la Corte ha valorizzato il difetto di adeguata considerazione della CTU da parte del giudice di merito.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato insieme alle norme sulla motivazione della sentenza per denunciare la carenza motivazionale della decisione di appello.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato quale parametro del dovere di motivazione del provvedimento giurisdizionale.

  • art. 345 c.p.c.

    La censura e8 stata assorbita; la Corte non si e8 pronunciata nel merito sulla dedotta novite0 della motivazione posta a base della decisione d'appello.

  • artt. 99 c.p.c. e 112 c.p.c.

    Richiamati per contestare la pretesa tardivite0 della domanda di rimozione del tubo; la Corte ha escluso la violazione, ritenendo la domanda gie0 contenuta nella domanda originaria.

Massime di principio

  • Nelle servite0 prediali, il titolo costitutivo prevale su ogni criterio sussidiario di interpretazione o integrazione: se il titolo disciplina chiaramente estensione e modalite0 di esercizio del diritto, il giudice non puf2 sostituirvi il criterio del minor aggravio.
  • Il criterio del minor aggravio per il fondo servente di cui all'art. 1065 c.c. opera solo in presenza di lacune o ambiguite0 del titolo; non puf2 essere usato per restringere o riscrivere una servite0 gie0 puntualmente definita.
  • L'uso pif9 intenso della servite0 non costituisce di per se9 aggravamento, purche9 resti entro i limiti fissati dal titolo o dal possesso.
  • La decisione di merito che dichiari l'aggravamento della servite0 deve indicare in modo specifico le ragioni di fatto e i riscontri probatori, non potendo fondarsi su affermazioni apodittiche su privacy, rumori o riduzione di spazio.
  • Una domanda giudiziale va considerata ammissibile anche quando la specificazione del bene o del manufatto da rimuovere emerga in corso di causa, se essa e8 gie0 ricompresa, almeno in via sostanziale, nella domanda introduttiva pif9 ampia.

Come è indicizzato

MaterieServitf9Impugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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