Ordinanza n. 155/2026 - Milano, Sezione 5
per l'annullamento del provvedimento di diniego formatosi il 7.5.2023 a seguito del silenzio rifiuto sulla domanda di accertamento di conformità ex art. 36 DPR 380/2001 depositata dalla ricorrente al Comune di Vimodrone in data 8.3.2023 e protocollata il 13.3.2023 come PE/2023/00076/PDC avente ad oggetto "opere in sanatoria realizzate in difformità al permesso di costruire n. 2/2016 ma conformi alla normativa vigente. Realizzazione di locali tecnici interrati - Locale serbatoio vigili del fuoco - Centrale termica / locale pompe per innaffiatura / centrale sistemi di sicurezza" realizzati da Steflor all''interno dell''azienda agricola sita in via Pio La Torre; di ogni ulteriore atto comunque preordinato e/o connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego tacito formatosi il 7 maggio 2023 sulla domanda di accertamento di conformità edilizia ex art. 36 d.P.R. 380/2001 relativa a locali tecnici interrati realizzati in difformità dal permesso di costruire
Esito
La controversia
L'impresa ha impugnato il silenzio-rifiuto formatosi sulla domanda di accertamento di conformità depositata presso il Comune, avente a oggetto opere realizzate in difformità dal permesso di costruire, ma ritenute conformi alla normativa vigente, consistenti in locali tecnici interrati destinati a serbatoio dei vigili del fuoco, centrale termica, locale pompe per l'innaffiatura e centrale dei sistemi di sicurezza. L'ordinanza non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, ma rileva la necessità di verificare l'attuale permanenza dell'interesse alla decisione e di acquisire chiarimenti aggiornati e documentazione sull'oggetto della controversia.
La decisione
Il TAR non decide il merito del ricorso. Dispone incombenti istruttori ai sensi delle norme richiamate, chiedendo alla parte ricorrente di dichiarare motivatamente se permanga l'interesse alla decisione e, in caso affermativo, di aggiornare la situazione di fatto e di diritto, indicando eventuali sopravvenienze e l'eventuale necessità di ulteriore istruttoria. Ordina inoltre al Comune di fornire chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa e di depositare, ove non già prodotti, gli atti impugnati e la relativa documentazione. Gli adempimenti devono essere eseguiti entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza nelle forme del processo amministrativo telematico. Il TAR avverte che l'inerzia della ricorrente sulla dichiarazione di permanenza dell'interesse potrà essere valutata come manifestazione implicita e inequivoca di disinteresse, con conseguente possibile dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
La disposizione costituisce la base della domanda di accertamento di conformità edilizia oggetto del silenzio-rifiuto impugnato; nell'ordinanza non viene fornita una specifica interpretazione sostanziale della norma.
Richiamato quale base normativa dei poteri istruttori del giudice amministrativo.
Richiamato per la possibilità di trarre argomenti di prova dal comportamento processuale delle parti e, secondo l'avvertimento dell'ordinanza, per valutare l'inerzia della ricorrente ai fini dell'improcedibilità.
Richiamato quale base normativa dei poteri istruttori esercitati dal giudice.
L'inerzia della parte, previamente sollecitata a dichiarare la permanenza dell'interesse, può essere valutata come manifestazione implicita ma inequivoca del sopravvenuto disinteresse alla decisione e condurre alla dichiarazione di improcedibilità.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicate dall'ordinanza.
Massime di principio
- Quando il giudice amministrativo disponga un incombente istruttorio per verificare la permanenza dell'interesse alla decisione, la parte ricorrente deve fornire una dichiarazione motivata e aggiornare la situazione relativa alla controversia entro il termine assegnato.
- L'inerzia della parte ricorrente rispetto all'ordine di dichiarare la permanenza dell'interesse può essere valutata, unitamente alle circostanze processuali, come manifestazione implicita ma inequivoca di sopravvenuto disinteresse e determinare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione resistente di depositare chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti di causa, nonché gli atti impugnati e la documentazione di corredo, quando ciò sia necessario per assumere una decisione congruente sul ricorso.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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