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Sentenza

Sentenza n. 12195/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento, per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - della determinazione 17 febbraio 2020 prot. n. GSE/P20200006762 con cui il G.S.E. ha comunicato il rigetto del progetto a consuntivo (PC) n. CB0000000711 presentato da Beghelli Servizi s.r.l.; - della nota 19 marzo 2019 prot. n. GSE/P20190015853 con la quale il G.S.E. ha comunicato il preavviso di rigetto del progetto a consuntivo CB0000000711 presentato da Beghelli Servizi S.r.l.; - nonché di tutti gli atti presupposti connessi e/o consequenziali ancorché non conosciuti; e per l’accertamento del diritto della Società Beghelli Servizi s.r.l. a vedere approvata la proposta di Progetto a Consuntivo (PC) n. CB0000000711; e la condanna del Gestore dei Servizi Energetici – G.S.E. S.p.A. ai sensi dell’art. 34 c.p.a. a porre in essere tutte le azioni conseguenti necessarie e/o comunque, anche in virtù di risarcimento in forma specifica ai sensi dell’art. 2058 c.c., all’adozione delle misure idonee e tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da BEGHELLI SERVIZI S.R.L. il 16\11\2020: annullamento dei medesimi provvedimenti impugnati con il ricorso principale e l’accoglimento della domanda di condanna ivi formulata e, in via subordinata, alla decurtazione dell'incentivo in misura ricompresa fra il 10 e il 50 per cento in ragione dell'entità della violazione ai sensi dell'art. 42 co. 3 del d.lgs. n. 28/2011. Con vittoria di spese, diritti ed onorari del giudizio.

Giustizia amministrativa202004405

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto di un progetto a consuntivo per l'accesso a incentivi, unitamente al relativo preavviso di rigetto

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (gestore incentivi)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il G.S.E. aveva rigettato il progetto a consuntivo n. CB0000000711, nonché il precedente preavviso di rigetto e gli atti connessi. Ha chiesto l'annullamento degli atti, l'accertamento del diritto all'approvazione del progetto e la condanna del G.S.E. all'adozione delle misure necessarie, anche mediante risarcimento in forma specifica. Con motivi aggiunti ha reiterato tali domande e, in via subordinata, ha chiesto la decurtazione dell'incentivo in misura compresa tra il 10 e il 50 per cento ai sensi dell'art. 42, comma 3, del d.lgs. n. 28/2011. Il G.S.E. si è costituito chiedendo il rigetto. Successivamente, a seguito dell'accoglimento dell'istanza di riesame dei provvedimenti impugnati da parte del Gestore, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il Collegio ha applicato il principio secondo cui, quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice non può esaminare il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, ma deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare l'improcedibilità, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio. La dichiarazione è intervenuta prima della decisione ed è stata determinata dal riesame favorevole dei provvedimenti da parte del G.S.E. Le spese sono state compensate, tenuto conto dell'esito in rito e della mancata opposizione della parte resistente.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato con riferimento alla trattazione della causa in udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 34 c.p.a.

    Indicato nell'originaria domanda di condanna dell'amministrazione all'adozione delle misure necessarie.

  • art. 42, comma 3, d.lgs. n. 28/2011

    Indicato quale base normativa della domanda subordinata di decurtazione dell'incentivo tra il 10 e il 50 per cento.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa prima che la causa sia trattenuta in decisione, impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, salvo diverse richieste o repliche della controparte.
  • Il giudice amministrativo non può decidere il merito della controversia né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire quando la parte abbia validamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione, in applicazione del principio dispositivo in senso ampio.
  • L'accoglimento, da parte dell'amministrazione, di un'istanza di riesame dei provvedimenti impugnati può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso, se il ricorrente dichiara espressamente di non voler più coltivare la controversia.

Come è indicizzato

MaterieBandi di finanziamento e graduatorieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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