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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16807/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza per reati ascritti ai capi 1) a 7) (violazione dell'art. 493-ter c.p.) commessi in concorso tra più imputati. Il Tribunale di Bologna, dopo avere separato e giudicato autonomamente alcuni capi, aveva individuato la competenza in favore del Tribunale di Reggio Emilia avvalendosi dei criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p. (notizia di reato iscritta per prima dalla Procura di Reggio Emilia). Il GIP di Reggio Emilia si è ritenuto invece incompetente e ha rimesso il conflitto alla Corte di cassazione sostenendo che la competenza dovesse spettare al Tribunale di Bologna in base al luogo di consumazione accertabile del reato residuo (capo 5), cioè Bologna, applicando l'art. 16 c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha deciso che la competenza a procedere spetta al Tribunale di Bologna. Ha motivato la decisione rilevando che: i reati contestati sono connessi e di pari gravità; in presenza di reati connessi e di pari gravità deve applicarsi l'art. 16 c.p.p. e, se non è possibile individuare il luogo di consumazione del reato più grave, occorre fare riferimento, in via graduata, al luogo di consumazione del reato residuo che sia individuabile. Nel caso concreto l'unico reato per il quale è certo il locus commissi delicti è il capo 5), consumato nel circondario di Bologna; perciò la competenza territoriale deve essere attribuita al Tribunale di Bologna. La Corte ha escluso la possibilità di ricorrere ai criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p. qualora sia possibile individuare il luogo di uno dei reati connessi.

Norme richiamate

  • art. 493-ter c.p.

    Il reato di indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento è stato ritenuto (con riferimento alla giurisprudenza citata) di pari gravità nelle diverse ipotesi e, quando l'utilizzo sia effettivo, va considerato consumato indipendentemente dal conseguimento del profitto.

  • art. 12 c.p.p.

    Rilevanza della connessione tra reati (medesimezza del disegno criminoso e connessione teleologica) per lo spostamento della competenza territoriale.

  • art. 16 c.p.p.

    Regola primaria per la determinazione della competenza tra reati connessi: se i reati sono di pari gravità si applica la priorità temporale; se non è possibile individuare il luogo del reato più grave si deve considerare, in via graduata, il luogo del reato residuo più grave individuabile (principio seguito dalla Corte nel caso di specie).

  • art. 9 c.p.p.

    Criteri suppletivi di competenza (residenza, domicilio, prima iscrizione della notizia di reato) applicabili solo quando non sia possibile determinare territorialmente la competenza secondo gli artt. 8 e 16; la Corte ha escluso il ricorso all'art. 9 nel caso in cui sia individuabile il luogo di consumazione di almeno uno dei reati connessi.

  • art. 28, comma 1, lett. b) e art. 30 c.p.p.

    Norme procedurali che regolano il rimando alla Corte di cassazione per la risoluzione dei conflitti di competenza; utilizzate per la rimessione degli atti alla Corte regolatrice.

  • Sezioni Unite, sent. n. 40537/2009 e giurisprudenza di legittimità citata

    Principio secondo cui, nella determinazione della competenza territoriale per reati connessi, si deve privilegiare il collegamento con il luogo di manifestazione di almeno uno dei reati commessi prima di ricorrere a criteri suppletivi; la Corte ha seguito questo indirizzo nel caso concreto.

Massime di principio

  • Se reati connessi sono di pari gravità si applica l'art. 16 c.p.p.: la competenza si determina in base alla priorità temporale e al luogo di consumazione del reato individuabile.
  • Quando non è possibile individuare il luogo del reato più grave, bisogna considerare, in via graduata, il luogo di consumazione del reato immediatamente meno grave per il quale il locus è accertabile; solo se per tutti i reati connessi è impossibile individuare il luogo si ricorre ai criteri suppletivi dell'art. 9 c.p.p.
  • Non si deve ricorrere ai criteri suppletivi (art. 9) se è possibile collegare almeno uno dei reati connessi a un luogo certo: la competenza deve rimanere ancorata al locus commissi delicti di tale reato.
  • La valutazione della connessione e della gravità dei reati parte dagli elementi di fatto contenuti nella contestazione del pubblico ministero, ma la Corte ha la potestà di sindacare la corretta qualificazione giuridica dei fatti nell'ambito della decisione sul conflitto.
  • In presenza di pluralità di luoghi di consumazione indicati nella stessa contestazione, la regola è privilegiare il criterio che mantenga, per quanto possibile, il collegamento della competenza con il luogo di manifestazione del reato (art. 25 Cost. e giurisprudenza consolidata).

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