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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3395/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale della Libertà del 18/07/2024, con un unico motivo: violazione di legge (art. 606 c.p.p., lett. b) e vizio di motivazione ex art. 606 c.p.p., lett. e)), per presunto travisamento della prova in relazione alla ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per il reato di cui all'art. 74 d.P.R. n. 309/90 (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti). La ricorrente contestava in particolare che il Tribunale avrebbe interpretato erroneamente una conversazione intercettata (prog. 3318 Rit 1126/22) attribuendole adesione al sodalizio; sosteneva inoltre che la sua condotta fosse riconducibile a un rapporto esclusivo di natura affettiva con il coindagato Di Natale Giuseppe e che, al più, fosse mero ascoltatrice passiva, senza consapevolezza o volontà di partecipare all'attività associativa.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il Tribunale della Libertà e il giudice per le indagini preliminari abbiano valorizzato correttamente il compendio probatorio (intercettazioni, riscontri investigativi, elementi indiziari e dichiarazioni di collaboratori) e che sussistano gravi indizi di partecipazione della ricorrente all'associazione di cui all'art. 74 d.P.R. n. 309/90, anche alla luce dei criteri giurisprudenziali sulla configurabilità dell'associazione di tipo criminale dedita al narcotraffico (patto anche tacito, contributo anche temporaneo, organizzazione anche rudimentale, affectio societatis). Il ricorso è stato quindi respinto; la ricorrente è stata condannata alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e dovrà versare la somma determinata in base alla giurisprudenza costituzionale richiamata.

Norme richiamate

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Norma sull'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: la Corte ricorda che il patto associativo può essere anche tacito, non richiede rapporti di esclusiva né una cassa comune, e l'elemento organizzativo può risultare da strutture anche rudimentali; l'adesione e un contributo, anche temporaneo, possono integrare la partecipazione.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Regole sulle ragioni di impugnazione in Cassazione: il ricorso invocava violazione di legge e vizio di motivazione/travisamento della prova; la Corte ha ritenuto le censure generiche e manifestamente infondate.

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    Norme sui presidi per gli arresti domiciliari: il Tribunale della Libertà aveva disposto la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari con i presidi previsti da questa norma.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiami alla disciplina delle misure cautelari: la Corte evidenzia che per la misura cautelare rileva il parametro dei "gravi indizi" e che l'art. 192 c.p.p., comma 2 (standard probatorio del merito), non si applica pienamente alla valutazione cautelare.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Regole sul valore della prova nel giudizio di merito: la Corte ricorda che il criterio di gravità, precisione e concordanza richiesto per la prova di merito non è completamente sovrapponibile al più blando requisito dei "gravi indizi" necessario per le misure cautelari.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma sulle spese nel giudizio di Cassazione: la Corte ha posto a carico del ricorrente le spese del procedimento, conformemente a questo articolo.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla determinazione della somma da versare: la Corte ha applicato il principio che l'onere pecuniario non debba essere irrogato se il ricorso è stato proposto senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; qui non è stata ravvisata colpa tale da escludere l'obbligo di versamento.

Massime di principio

  • Per l'art. 74 d.P.R. 309/1990 il patto associativo può essere anche tacito e l'elemento organizzativo può emergere da strutture rudimentali: pertanto, anche contributi limitati o temporanei possono configurare partecipazione all'associazione.
  • In sede cautelare il giudizio si fonda sui "gravi indizi" che richiedono un livello probatorio inferiore rispetto al giudizio di merito (non è necessario soddisfare pienamente i requisiti di gravità, precisione e concordanza dell'art. 192 c.p.p., comma 2).
  • La presenza e l'intervento del soggetto nelle intercettazioni, la partecipazione a decisioni operative (es. occultamento dello stupefacente, gestione dei debiti con fornitori) e i riscontri investigativi costituiscono facta concludentia rilevanti per la sussistenza dei gravi indizi.
  • Il rapporto affettivo o familiare con un coindagato non esclude automaticamente la responsabilità: tale legame può anzi rafforzare la contiguità al gruppo criminale se accompagnato da comportamenti attivi e consapevoli.
  • Contestazioni generiche di travisamento della prova e richiami a singole difformità trascrittive sono spesso insufficienti: per la cassazione cautelare è necessario indicare in modo preciso e circostanziato l'errore di diritto o il travisamento di elementi decisivi.
  • Le decisioni del Tribunale del riesame e del giudice di primo grado, se motivate e coerenti, si integrano e vanno lette congiuntamente: è possibile fondare l'apprezzamento cautelare sulla valutazione complessiva dei due provvedimenti.

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