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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31223/2026 del 13/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata aveva confermato la condanna di due imputati per il reato di calunnia. In Cassazione, i ricorrenti hanno proposto più censure: con il primo motivo hanno contestato la ricostruzione della responsabilità, sostenendo in sostanza una diversa lettura del compendio probatorio e una ricostruzione alternativa dei fatti; con il secondo motivo hanno dedotto l’erroneo mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; con il terzo motivo hanno lamentato l’omessa o insufficiente concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto che il primo motivo mirasse a una rivalutazione del merito, non consentita in sede di legittimità, che il diniego dell’art. 131-bis fosse sorretto da motivazione implicita ma sufficiente, e che anche il diniego delle attenuanti generiche fosse adeguatamente motivato in ragione della gravità delle false accuse e dell’assenza di elementi positivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto non scrutinabili in legittimità le doglianze sulla responsabilità perché dirette a una nuova lettura delle prove e ha giudicato manifestamente infondato il motivo sulla particolare tenuità del fatto, oltre che sufficiente la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche. Conseguentemente ha condannato ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 368 c.p.

    È la fattispecie di calunnia per cui è stata confermata la condanna nei gradi di merito.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa perché la Corte territoriale, anche implicitamente ma in modo lineare ed esaustivo, non ha ravvisato i presupposti per applicarla.

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto sufficientemente motivato sulla base della gravità dei fatti falsamente attribuiti alla persona offesa e dell’assenza di elementi positivi valorizzabili.

  • art. 606 c.p.p.

    Le censure che mirano a una diversa ricostruzione degli elementi probatori non sono ammissibili in sede di legittimità, quando la motivazione della sentenza impugnata sia logica, diffusa e analitica.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una rivalutazione del compendio probatorio o prospettare una ricostruzione alternativa dei fatti se la sentenza di merito è sorretta da motivazione logica, completa e non manifestamente illogica.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimo anche quando sia desumibile implicitamente dalla motivazione complessiva, purché emerga in modo chiaro che il giudice di merito non ha ravvisato i presupposti applicativi dell’art. 131-bis c.p.
  • Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche può essere motivato sinteticamente, ove siano indicati elementi negativi significativi, come la gravità della condotta e l’assenza di elementi favorevoli alla valutazione complessiva del fatto.
  • Quando il ricorso per cassazione è inammissibile, la Corte applica le conseguenze economiche previste dall’ordinamento, con condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCalunniaCause di non punibilitàCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiReati contro l'amministrazione della giustiziaParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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