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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46035/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso avverso il sequestro preventivo della "Garden Villas" s.r.l. e delle quote delle società controllate, deducendo (i) indeterminatezza dell'oggetto del sequestro perché il provvedimento non specificava con precisione quali beni/quote fossero stati vincolati, soprattutto nella struttura di holding "Garden Villas" che detiene quote di altre società; (ii) mancata motivazione rispetto al diverso trattamento riservato ad altri soci indagati, con permanenza del vincolo solo sulle sue quote benché ella non risulti indagata.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al primo motivo: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale del riesame di Catanzaro per esaminare il ricorso nel merito. La Corte ha rilevato che, ove il sequestro abbia riguardato le quote societarie (incluso il patrimonio rappresentato da quote di controllo di altre società), il singolo socio possiede un concreto interesse a chiedere il riesame ex art. 322 cod. proc. pen.; pertanto la declaratoria di inammissibilità pronunciata dal Tribunale non era corretta. La Corte ha disposto il rinvio affinché il Tribunale valuti nel merito la legittimazione e le questioni sostanziali relative al sequestro delle quote.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    individua il Tribunale quale giudice del riesame per le impugnazioni avverso i provvedimenti cautelari; nella vicenda è il titolo formale dell'ordinanza impugnata

  • art. 322 cod. proc. pen.

    stabilisce chi può proporre il riesame contro il decreto di sequestro: la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione; la Corte ha valorizzato questa norma riconoscendo la legittimazione del socio quando il bene sequestrato sono le quote

  • art. 104 e 104-bis disp. att. cod. proc. pen.

    riguardano le modalità di sequestro e l'ambito degli elementi aziendali suscettibili di vincolo; sono richiamate nella doglianza circa la necessità di specificare se il vincolo riguarda l'azienda, singoli beni o le quote sociali

  • art. 810 cod. civ.

    definisce il concetto di "bene"; la Corte lo utilizza per argomentare che la quota sociale è un bene immateriale dotato di valore patrimoniale

  • art. 813 cod. civ.

    riguarda i beni mobili e la relativa disciplina; la giurisprudenza citata equipara le quote sociali ai beni mobili immateriali suscettibili di vincolo e tutela

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata

    Sez. 2, n. 29663 del 04/04/2019 (Tufo); Sez. 1, n. 5883 del 08/01/2021 (Luca Rocco); Sez. 6 n. 714 del 19/02/1997

    la Corte confronta precedenti orientamenti: alcuni decisioni ritenevano il socio privo di interesse a impugnare il sequestro dei beni sociali, ma altre pronunce (spec. sul sequestro di quote di s.r.l.) riconoscono l'autonomia patrimoniale delle quote e la legittimazione del socio a chiederne la restituzione; la Corte applica quest'ultima interpretazione al caso concreto

Massime di principio

  • Se il provvedimento di sequestro riguarda specifiche quote societarie, il singolo socio può avere un concreto interesse e dunque legittimazione a proporre riesame ex art. 322 cod. proc. pen.
  • Va sempre valutata la distinzione tra patrimonio sociale (di cui è titolare la società) e diritti patrimoniali del singolo socio (le quote): il sequestro delle quote non equivale automaticamente al sequestro del patrimonio sociale nella sua globalità.
  • Un provvedimento di sequestro deve essere sufficientemente determinato nell'oggetto: in presenza di strutture di holding o di compagini multiple, il decreto deve specificare quali società, quali quote e quali beni siano vincolati per evitare indeterminatezza suscettibile di annullamento.
  • La giurisprudenza non è univoca: in ipotesi concrete di sequestro di quote di s.r.l. la Corte tende a riconoscere l'autonomia patrimoniale delle quote e, quindi, la tutela del socio; i tribunali superiori devono valutare caso per caso la natura del bene vincolato.
  • In casi simili è utile che il difensore specifichi nell'atto di impugnazione che la richiesta non riguarda la semplice restituzione dei beni societari ma la tutela della quota come bene autonomo, richiamando art. 322 e la giurisprudenza favorevole.
  • Se altri soci indagati ottengono riesame o dissequestro, la disparità di trattamento può essere censurata se non adeguatamente motivata; la motivazione comparativa nel provvedimento è importante.
  • In presenza di indagini su soggetti diversi dai soci non indagati, la difesa può ottenere l'annullamento per carenza di prova di un concreto pericolo di inquinamento probatorio o per mancata specificazione del nesso tra quote e reato.

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