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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06349/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è proposto contro un'ordinanza del Tribunale in funzione di giudice dell'esecuzione che aveva riconosciuto solo parzialmente il vincolo della continuazione tra alcuni reati, ritenendo unificabili quelli commessi il 14 marzo 2016 e il 19 maggio 2017, ma escludendo dal vincolo un ulteriore reato commesso fino al giugno 2007. Il ricorrente deduceva vizi di motivazione e violazione di legge, sostenendo in sostanza che il giudice dell'esecuzione avrebbe erroneamente negato l'esistenza di un originario e riconoscibile disegno criminoso comune anche al reato escluso dal vincolo. La censura, però, non indicava in modo specifico quale fosse lo scopo unitario delle condotte che sarebbe stato trascurato dal giudice, e si limitava a contestare confutativamente la motivazione dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte richiama i principi consolidati in tema di continuazione: il medesimo disegno criminoso richiede una previa rappresentazione e deliberazione unitaria di una serie di condotte criminose, non essendo sufficiente un generico programma di vita delinquenziale; l'accertamento deve fondarsi su indici concreti, la cui valutazione è rimessa al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione adeguata e non illogica. Applicando tali criteri, la Corte rileva che il giudice dell'esecuzione aveva motivato in modo congruo e lineare il riconoscimento solo parziale della continuazione e l'esclusione del reato più risalente, valorizzando il profilo temporale. Il ricorso viene quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    identità del disegno criminoso

    la continuazione presuppone che l'agente abbia previamente rappresentato e unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non basta un generico programma di vita delinquenziale

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, della somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il medesimo disegno criminoso, ai fini della continuazione, richiede una programmazione originaria almeno nelle linee essenziali dei reati successivi; non è sufficiente una generica propensione a delinquere o un programma di vita criminale.
  • La verifica della continuazione deve fondarsi su indicatori concreti quali omogeneità delle violazioni, contiguità temporale e spaziale, analogia delle modalità esecutive, sistematicità e abitudini di vita; nessuno di essi è decisivo isolatamente, ma la loro combinazione può essere sufficiente se significativa.
  • L'accertamento del medesimo disegno criminoso è rimesso al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione quando sorretto da motivazione congrua, non contraddittoria e non manifestamente illogica.
  • È inammissibile il ricorso che si limiti a una critica meramente confutativa della motivazione senza indicare specificamente quale scopo unitario delle condotte sarebbe stato trascurato o mal valutato dal giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContinuazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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