Cassazione Penale, Sentenza n. 21136/2024 del 29/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del 05/06/2023 per violazione di legge: il ricorrente deduceva che il giudice di merito aveva illegittimamente respinto la richiesta di declaratoria di improcedibilità per particolare tenuità del fatto, sostenendo un'asserita incompatibilità ontologica tra l'istituto della particolare tenuità e il reato di ingresso/soggiorno illegale (art. 10-bis d.lgs. 286/1998). Ha contestato inoltre la sproporzione della pena rispetto alla sua giovane età e alla sua condizione di incensurato, nonché la mancanza di pregiudizio per l'ordine pubblico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso perché infondato. Ha richiamato la giurisprudenza di legittimità che ammette l'applicazione della causa di esclusione della procedibilità per particolare tenuità anche ai reati di ingresso e soggiorno illegale (art. 10-bis). Ha rilevato che il giudice di primo grado aveva svolto il necessario giudizio sintetico sui parametri previsti dalla norma, indicando fattori ostativi al riconoscimento della tenuità: assenza di documenti di identità, mancanza di regolare occupazione e di stabile domicilio e nove precedenti fotosegnalamenti. Perciò la valutazione di merito è stata ritenuta adeguata e il ricorso è stato rigettato; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.
Norme richiamate
art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Norma che sanziona l'ingresso e il soggiorno illegale dello straniero: la sua portata non esclude in via di principio l'applicabilità della causa di esclusione della procedibilità per particolare tenuità del fatto.
art. 34 d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274
Prevede la declaratoria di improcedibilità per particolare tenuità del fatto; va applicata tramite un giudizio sintetico sul fatto concreto valutando esiguità del danno o del pericolo, occasionalità della condotta, grado di colpevolezza e pregiudizio sociale per l'imputato.
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'imposizione delle spese processuali a carico della parte che propone ricorso infondato; la Corte ne ha disposto l'applicazione a carico del ricorrente.
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Disposizione richiamata per la trattazione scritta del procedimento in Cassazione: la trattazione scritta è stata disposta ai sensi di tale norma.
Sentenza n. 250 del 2010 della Corte costituzionale
Citata dal ricorrente per sostenere un'allegata incompatibilità tra istituti; la Corte di Cassazione ha ritenuto che tale argomento non impedisce l'applicazione della causa di non procedibilità ai reati di immigrazione, e non ha ritenuto persuasive le ragioni dell'appellante.
Giurisprudenza di legittimità rilevata (Sez. 1: Ortega Reyes 15/09/2020; Ochinca 05/07/2013; Prisecari 08/03/2011; Sez. 5: La Greca 13/03/2015; Scalzo 07/05/2009; Sez. 4: Ciampa 28/04/2006)
Precedenti che chiariscono i criteri applicativi della particolare tenuità e affermano che tale causa può trovare applicazione anche per i reati di ingresso/soggiorno illegale; enunciano il necessario giudizio sintetico sui parametri normativi.
Massime di principio
- La causa di improcedibilità per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. 274/2000) può essere applicata anche ai reati di ingresso e soggiorno illegale (art. 10-bis d.lgs. 286/1998) quando ricorrano i presupposti.
- Il riconoscimento della particolare tenuità richiede un giudizio sintetico e motivato sul fatto concreto, valutando insieme: esiguità del danno o del pericolo, occasionalità della condotta, grado di colpevolezza e pregiudizio sociale per l'imputato.
- Fattori quali l'assenza di documenti d'identità, la mancanza di stabile occupazione o domicilio e precedenti segnalazioni/fotosegnalamenti possono essere ostativi al riconoscimento della particolare tenuità.
- Il ricorrente deve confrontarsi specificamente e in modo non generico con le argomentazioni di merito; censure vaghe o non comprovate sono destinate a fallire.
- La Corte di legittimità interviene solo per verificare la correttezza del giudizio di merito e la congruità della motivazione; non è sufficiente affermare un principio astratto di incompatibilità tra istituti senza dimostrare la violazione di regole giuridiche concrete.
- In caso di rigetto del ricorso, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
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