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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5288/2024 del 06/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, atteso che la misura cautelare è stata revocata e il difensore ha rinunciato alla discussione. La pronuncia di inammissibilità, per la causa che la determina, non ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 18/05/2023 con la quale il Tribunale di Catanzaro ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere disposta dal GIP del Tribunale di Vibo Valentia nei confronti del ricorrente per i reati richiamati (art. 23, comma 3, L.110/1975 e artt. 2 e 7 L.895/1967). Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari.

Norme richiamate

  • Legge 110/1975

    Norma richiamata quale capo di imputazione per l'illecito connesso ad armi; usata per indicare il reato che ha determinato l'applicazione della misura cautelare

  • Legge 895/1967

    Norme richiamate quali capi di imputazione (reati specifici) alla base della misura cautelare

  • Principio sulla sopravvenuta carenza di interesse

    La revoca della misura cautelare rende priva di interesse l'impugnazione contro tale misura; ne consegue l'inammissibilità del ricorso e, se l'inammissibilità dipende da tale causa sopravvenuta, la pronuncia non comporta normalmente condanna alle spese

Massime di principio

  • La revoca della misura cautelare sopravvenuta elimina l'interesse a proseguire l'impugnazione: il ricorso può essere dichiarato inammissibile per carenza di interesse.
  • Quando l'inammissibilità dipende da causa sopravvenuta (es. revoca), il giudice tende a non decidere nel merito e di solito non condanna il ricorrente alle spese processuali.
  • La rinuncia alla discussione da parte del difensore è un atto che manifesta la perdita di interesse e può accelerare la dichiarazione di inammissibilità.
  • Se l'interessato vuole comunque un accertamento di merito (per evitare effetti collateral­i o per dichiarazioni che possano aver rilievo futuro), deve valutare di non rinunciare o di chiedere comunque la trattazione per definire le questioni sostanziali.
  • In casi simili è opportuno verificare tempestivamente se permangono conseguenze giuridiche o amministrative derivate dalla misura che giustifichino il proseguimento dell'impugnazione nonostante la revoca.

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