Cassazione Civile, Ordinanza n. 24343/2023 del 10/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (operatore doganale)
La controversia
Una società di pratiche doganali aveva impugnato un avviso di accertamento suppletivo e di rettifica relativo all'IVA all'importazione per dichiarazioni doganali rese nell'anno 2013 in rappresentanza indiretta per conto di un importatore. La società aveva sostenuto, tra l'altro, il proprio difetto di legittimazione passiva. La CTR aveva accolto parzialmente l'appello, escludendo la responsabilità della rappresentante indiretta per l'IVA all'importazione sul presupposto che la responsabilità ex art. 201 del codice doganale valesse solo per i dazi doganali e non per l'IVA. L'Agenzia delle Dogane ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione e falsa applicazione dell'art. 70 d.P.R. n. 633/1972, assumendo che il rappresentante indiretto, quale dichiarante in dogana, dovesse rispondere solidalmente dell'IVA all'importazione insieme all'importatore, anche quando la merce sia stata indicata come destinata a un deposito doganale risultato inesistente.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia. Ha confermato l'impostazione della CTR secondo cui il rappresentante doganale indiretto non risponde dell'IVA all'importazione e delle relative sanzioni, perché l'IVA non rientra tra i diritti di confine e la responsabilità del dichiarante in dogana è limitata all'obbligazione doganale. La Corte ha richiamato la giurisprudenza della CGUE e la precedente Cass. n. 23526/2022, rilevando che nel diritto interno non esiste una disposizione nazionale che designi in modo esplicito e inequivocabile il rappresentante indiretto come debitore dell'IVA all'importazione. Nessuna statuizione sulle spese, per mancata costituzione dell'intimata.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
violazione e falsa applicazione
è stato il parametro processuale del motivo di ricorso per cassazione, articolato come censura di violazione di legge.
art. 70 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
norma invocata dall'Ufficio per sostenere la responsabilità del dichiarante/rappresentante indiretto per l'IVA all'importazione; la Corte esclude che da tale disposizione si ricavi una responsabilità del rappresentante doganale indiretto per l'IVA all'importazione in modo chiaro e inequivoco.
art. 201 Reg. (CEE) n. 2913/1992
la responsabilità del dichiarante in dogana è limitata all'obbligazione doganale; non si estende automaticamente all'IVA all'importazione.
art. 201 della direttiva IVA
va interpretato nel senso che la responsabilità solidale del rappresentante doganale indiretto per l'IVA all'importazione può essere riconosciuta solo se prevista da disposizioni nazionali esplicite e inequivocabili.
Massime di principio
- Il rappresentante doganale indiretto non risponde automaticamente dell'IVA all'importazione, perché tale imposta non coincide con i diritti di confine e la responsabilità del dichiarante in dogana resta circoscritta all'obbligazione doganale.
- La responsabilità solidale del rappresentante indiretto per l'IVA all'importazione richiede una base normativa nazionale espressa, chiara e inequivoca; non è sufficiente un'interpretazione sistematica del sistema IVA.
- In presenza dell'orientamento consolidato della Corte di giustizia dell'Unione europea, il giudice nazionale deve escludere la responsabilità del rappresentante doganale indiretto per l'IVA all'importazione in assenza di una specifica designazione legislativa.
- Quando il ricorso per cassazione censura la sentenza sul punto della responsabilità dell'operatore doganale, la violazione di legge è infondata se la decisione impugnata si è conformata al principio UE che limita la responsabilità del dichiarante ai soli debiti doganali.
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