Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1546/2024 del 12/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge (artt. 41-bis Ord. pen., 125 e 666 cod. proc. pen., 27 Cost., 6 CEDU) dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva respinto il reclamo avverso il decreto ministeriale di proroga del regime differenziato (41-bis). Il ricorrente lamentava: a) mancata acquisizione della relazione trattamentale di sintesi (sostituita secondo il Tribunale dalla scheda infrazioni DAP del 22/11/2022 contenente due sanzioni), con possibile emersione di elementi favorevoli; b) mancata valutazione, da parte del giudice di merito, dei "diversi e concreti elementi" indicati nel reclamo comprovanti l'assenza di rischio concreto di ripresa di contatti con l'organizzazione criminale; c) omissione nell'indicare quali soggetti della cosca "Arena" in libertà avrebbero voluto riallacciare contatti con il detenuto.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione prognostica del Tribunale di Sorveglianza, che aveva valorizzato: ruolo di rilievo del LENTINI nella cosca "Arena", condanne pregresse (tra cui una recente, non definitiva, della Corte d'appello di Catanzaro del 9/6/2021 per 16 anni e 2 mesi e una precedente irrevocabile del 4/5/2016), e la perdurante operatività del clan con procedimenti e misure cautelari fino al settembre 2022. La Corte ha inoltre censurato il ricorso per genericità e mancanza del principio di autosufficienza (assenza di documenti specifici allegati e di una critica puntuale alla ratio decidendi). Conseguentemente il ricorso è stato respinto come inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Fornisce la base normativa per l'applicazione e la proroga del regime differenziato; la Corte ricorda che la verifica riguarda la "capacità" del detenuto di mantenere collegamenti con associazioni criminali e richiede una valutazione prognostica sulla scorta di elementi come profilo criminale, ruolo nell'associazione, operatività della stessa, nuove incriminazioni, esiti del trattamento e tenore di vita dei familiari. Non si pretende certezza probatoria ma una ragionevole previsione.

  • art. 14-ter Ord. pen. (richiamato in giurisprudenza costituzionale)

    Strumento di reclamo dinanzi al giudice ordinario per i provvedimenti relativi al trattamento detentivo; il sindacato giurisdizionale si estende alla sussistenza dei presupposti e al rispetto dei limiti di legge e Costituzionali nel contenuto del provvedimento.

  • artt. 125 e 666 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente come presunte violazioni; la Corte ricorda che il sindacato della Cassazione è limitato ai vizi di legge, ivi compresa la mancanza o insufficienza della motivazione, e che il controllo di legittimità non sostituisce il sindacato di merito.

  • art. 27 Cost.

    Richiamato dal ricorrente (diritto alla personalità e dignità della pena); la Corte ricorda i limiti costituzionali al potere amministrativo nella imposizione di misure speciali e che il giudice garantisce il controllo sul rispetto dei limiti costituzionali.

  • art. 6 CEDU

    Invocato dal ricorrente (diritto a un processo equo); la Corte evidenzia che il reclamo e il relativo sindacato devono comunque rispettare i limiti procedurali e di dettaglio richiesti, non essendo sufficiente la genericità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali e a somme a favore della Cassa delle ammende per i ricorsi ritenuti infondati o inammissibili; applicata per la condanna al pagamento di euro 3.000.

Massime di principio

  • La proroga del regime 41-bis si fonda su una valutazione prognostica della "capacità" di mantenere collegamenti con l'organizzazione criminale: non serve la certezza probatoria ma elementi concreti e specifici (condanne, ruolo, operatività del clan, nuove indagini, esiti trattamentali, contesti familiari).
  • Il Tribunale di Sorveglianza deve esaminare sia gli elementi prodotti dall'amministrazione sia quelli addotti dal detenuto; tuttavia il ricorrente deve formulare deduzioni specifiche e allegare documenti rilevanti (principio di autosufficienza): deduzioni generiche o ipotetiche sono inidonee.
  • Il mero decorso del tempo non basta a escludere la capacità di mantenere contatti con la criminalità organizzata; la persistenza di condizioni che giustificarono originariamente il regime è elemento decisivo per la proroga.
  • Il controllo della Corte di Cassazione sul reclamo contro provvedimenti 41-bis è limitato a vizi di legge e alla verifica della motivazione minima richiesta: errori di valutazione nel merito o semplici divergenze argomentative non costituiscono motivo di cassazione.
  • La mancata acquisizione di documenti trattamentali può essere rilevante solo se il ricorrente dimostra concretamente che il loro contenuto sarebbe stato decisivo; il giudice di merito ha discrezionalità sull'istruttoria purché motivi la completezza dell'accertamento.
  • Ricorsi generici o privi di allegati comprovanti le affermazioni espongono il ricorrente al rigetto e a sanzioni pecuniarie (spese e somme alla Cassa delle ammende) per inammissibilità o abuso del rimedio.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.