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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35983/2024 del 26/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano per vizio di motivazione. Marco Lanza propone quattro motivi: (1) diniego della qualificazione ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 (lieve entità); (2) errore nel ritenere la responsabilità sulla base di una confessione e nella mancata qualificazione come uso personale nonostante tentativo di disfarsi dello stupefacente; (3) diniego delle circostanze generiche e contestazione dell'entità della pena; (4) riconoscimento di uso personale; in subordine chiede la riqualificazione ai sensi del comma 5. Tamara Babiy contesta l'omessa qualificazione ai sensi dell'art. 73, comma 5, richiamando uno studio empirico dell'Ufficio del Processo con soglie quantitative e lamentando motivazione contraddittoria e omissione di risposta alle doglianze; in subordine chiede la sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità (art. 56-bis legge n. 689/1981). I fatti di causa: arresto in flagranza per detenzione e trasporto di 43,4 g di eroina, elevata purezza, idonea a ricavare circa 912 dosi; pedinamento e osservazione degli imputati durante l'acquisto; modalità di occultamento rilevanti (stupefacente trovato anche nell'intercapedine dei sedili posteriori dell'auto della Polizia).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili. Ha confermato che i giudici di merito hanno correttamente valutato gli elementi: peso e purezza della sostanza (oltre 900 dosi), modalità di occultamento, comportamento dei due (acquisto osservato, ruolo attivo della donna, condotta elusiva di Lanza), e la mancata prova di circostanze favorevoli addotte dalla difesa (es. reddito familiare non dimostrato). Ha ritenuto irrilevante, da sola, lo studio statistico citato dalla difesa e ha affermato che per l'applicabilità dell'art. 73, comma 5, è necessario valutare complessivamente mezzi, modalità, circostanze e qualità/quantità della sostanza. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al pagamento, in via equitativa, di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 1

    reato di cui al comma 1 (detenzione e trasporto illecito di stupefacenti)

    Il fatto è stato ritenuto dalla Corte come detenzione/trasporto ai fini di spaccio sulla base della quantità, purezza, numero potenziale di dosi e modalità di occultamento

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73, comma 5

    disciplinante la possibile qualificazione per lieve entità

    Per applicare il comma 5 non è sufficiente il dato ponderale isolato o uno studio statistico: va valutata una serie di elementi (mezzi, modalità, circostanze, qualità e quantità della sostanza) e la loro compatibilità con un uso personale

  • codice di procedura penale, art. 616

    onere per i ricorrenti di sostenere le spese del procedimento in caso di inammissibilità

    Applicato per imporre ai ricorrenti il pagamento delle spese processuali in seguito alla dichiarazione di inammissibilità

  • legge n. 689 del 1981, art. 56-bis

    possibile sostituzione della pena detentiva con lavori di pubblica utilità

    La richiesta è stata ritenuta generica e tardiva: la sostituzione richiede una deduzione specifica e motivata che non è stata fornita

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186/2000

    richiamata dalla Corte in riferimento alla determinazione delle conseguenze per i ricorrenti

    Usata per giustificare la quantificazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle Ammende e per escludere che i ricorsi siano stati presentati con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

  • Giurisprudenza della Cassazione, Sez. 3, n. 12551 del 14/02/2023 (Pascale, Rv. 284319-01)

    precedente citato per i criteri di valutazione del comma 5

    Conferma che per la valutazione della lieve entità occorre considerare mezzi, modalità, circostanze e qualità/quantità, non limitarsi a soglie quantitative

Massime di principio

  • La mera quantità dello stupefacente non è di per sé decisiva per riconoscere la lieve entità (art.73, comma 5): il giudice deve valutare anche purezza, numero potenziale di dosi, confezionamento, modalità e circostanze dell'azione
  • Studi statistici o soglie empiriche non vincolano il giudice di merito; vanno considerati ma integrati da elementi probatori concreti e contestualizzati
  • Per ottenere la riqualificazione ai sensi dell'art.73, comma 5, la difesa deve documentare in modo specifico i mezzi, le modalità e le circostanze che rendono l'ipotesi compatibile con l'uso personale e incompatibile con lo spaccio
  • Comportamenti come l'acquisto osservato, la partecipazione attiva, il fornire l'autovettura o l'occultamento in modo professionale rafforzano la qualificazione come detenzione ai fini di spaccio
  • Le censure sulla determinazione della pena o sulla concessione delle circostanze generiche devono essere specifiche e corredate da elementi concreti: argomentazioni generiche in cassazione sono inammissibili
  • Se si vuol contestare la ricostruzione dei giudici di merito (es. capacità economica, provenienza dei fondi), è necessario allegare prove documentali (movimenti bancari, dichiarazioni fiscali, dichiarazioni testimoniali precise) per contrastare i rilievi dei giudici

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