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Cassazione Penale, Ordinanza n. 11891/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugna per cassazione l'ordinanza del tribunale di Roma che, in sede di esecuzione, ha negato il riconoscimento della continuazione tra tre episodi di spaccio di stupefacenti. Deduce, con un unico motivo, che i reati sarebbero stati unificabili sotto il vincolo del medesimo disegno criminoso perché commessi nella medesima area geografica di Roma, e valorizza gli elementi documentali allegati (tra cui il verbale di arresto del 23 ottobre 2023) per sostenere l'esistenza di una programmazione unitaria. La Corte ritiene però il motivo manifestamente infondato, osservando che la distanza temporale tra i fatti e l'assenza di indicatori concreti di programmazione originaria rendono logicamente sostenibile la decisione del giudice dell'esecuzione; inoltre la mera comunanza del luogo di commissione depone piuttosto per un'attività di spaccio abituale, non per una volizione unitaria.

La decisione

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Rileva che il giudice dell'esecuzione ha fatto corretta applicazione dei criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità per il riconoscimento della continuazione: occorrono concreti indicatori della programmazione unitaria dei reati, tra cui omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità della condotta, sistematicità e abitudini di vita. Nel caso concreto, la distanza temporale tra i reati e la mera coincidenza dell'area di spaccio non consentono di inferire una preventiva programmazione, sicché la tesi difensiva è respinta come manifestamente infondata. Ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 c.p.p.

    È richiamato solo indirettamente nel contesto dell'esecuzione; dal testo non emerge una specifica interpretazione normativa sul punto.

  • art. 81 c.p.

    È la norma sostanziale sottesa alla richiesta di riconoscimento della continuazione; la Corte ribadisce che per applicarla occorre verificare la sussistenza di un disegno criminoso unitario desumibile da concreti indici fattuali, non essendo sufficiente la mera abitualità o la comune area geografica di commissione.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione, anche in sede di esecuzione, richiede una verifica approfondita di concreti indici rivelatori di una programmazione unitaria sin dal primo reato.
  • Tra gli indici rilevanti vi sono l'omogeneità delle violazioni, la contiguità spazio-temporale, le singole causali, le modalità della condotta e la sistematicità della vita criminale; nessun indice, da solo, è decisivo se i fatti risultano frutto di determinazioni estemporanee.
  • La distanza temporale significativa tra i reati è un elemento che può legittimamente escludere la preordinazione unitaria, specie se non emergono altri dati oggettivi di programmazione.
  • La mera commissione di più reati nella stessa area geografica non prova il medesimo disegno criminoso e può essere, al contrario, indice di abitualità criminosa o di stabile piazza di spaccio.
  • In sede di legittimità è censurabile solo una motivazione manifestamente illogica o apparente; se il giudice di merito valorizza correttamente gli indici della continuazione, il ricorso volto a una diversa lettura degli stessi è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpaccio
RamiProcesso penaleStupefacenti
SottomaterieLieve entità
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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