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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17628/2023 del 20/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (confinanti)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda proposta in primo grado da due confinanti per ottenere la declaratoria di inefficacia della vendita di alcuni terreni, sostenendo che non fosse stato loro consentito l'esercizio della prelazione agraria e del correlato riscatto. La Corte d'appello di Torino aveva riconosciuto il diritto di prelazione in capo a uno dei confinanti, qualificato come nudo proprietario del terreno contiguo e come partecipe nella propria impresa agricola con età compresa tra 18 e 40 anni, facendo applicazione dell'art. 7 del d.lgs. 228/2001. Il soccombente in appello ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 8 l. 590/1965 e 7 l. 817/1971, sostenendo che il nudo proprietario non possa essere titolare del diritto di prelazione e di riscatto perché privo del potere di godimento del bene e che la giurisprudenza richiamata dalla Corte territoriale fosse contrastante con quella che esclude il riscatto al nudo proprietario; con il secondo ha dedotto violazione dell'art. 7 d.lgs. 228/2001, assumendo che la norma attribuisca preferenza solo alla presenza, come partecipi, di coltivatori diretti e imprenditori agricoli a titolo principale di età compresa fra 18 e 40 anni, e non già al mero imprenditore agricolo a titolo personale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto infondato il primo motivo, chiarendo che non vi è contrasto reale tra le precedenti pronunce richiamate: il principio è che il nudo proprietario non è escluso in assoluto dalla prelazione agraria, purché abbia in concreto la legittima disponibilità del fondo e lo coltivi direttamente da almeno due anni in base a un titolo legittimo, requisito da verificare caso per caso. Ha ritenuto infondato anche il secondo motivo, interpretando l'art. 7 d.lgs. 228/2001 nel senso che, tra i criteri preferenziali per più soggetti confinanti, rientra anche la presenza di imprenditori agricoli a titolo principale, poiché tali soggetti sono comunque partecipi dell'impresa agricola che coltiva il fondo confinante. È stato dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato. Il ricorrente principale è stato condannato alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 8 L. 590/1965

    Richiamato come base normativa del diritto di prelazione agraria e del riscatto; la Corte ribadisce che si tratta di diritti di stretta interpretazione, riconoscibili entro i presupposti di legge.

  • art. 7 L. 817/1971

    Richiamato quale disciplina del riscatto agrario tra confinanti; la Corte ne conferma l'applicazione in coordinamento con la normativa sulla prelazione agraria.

  • art. 7 D. Lgs. 228/2001

    "Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione o di riscatto ... nel caso di più soggetti confinanti, si intendono, quali criteri preferenziali, nell'ordine, la presenza come partecipe nelle rispettive imprese di coltivatori diretti e imprenditori agricoli a titolo principale di età compresa tra i 18 e i 40 anni ..."

    La norma è letta come criterio preferenziale anche in favore dell'imprenditore agricolo a titolo principale, poiché egli è comunque partecipe dell'impresa agricola che coltiva il fondo confinante.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È il parametro del vizio di violazione o falsa applicazione di legge dedotto nei motivi di ricorso.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    È richiamato per dare atto dell'obbligo dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. 115/2002

    È richiamato quale parametro per il calcolo dell'ulteriore contributo unificato dovuto.

  • art. 8 del regolamento (CE) n. 1257/99

    È evocato dall'art. 7 d.lgs. 228/2001 come parametro per il possesso di adeguate conoscenze e competenze, tra i criteri preferenziali.

Massime di principio

  • Il nudo proprietario del fondo confinante non è automaticamente escluso dal diritto di prelazione agraria: la titolarità del solo diritto dominicale può essere sufficiente se, in concreto, il soggetto abbia la legittima disponibilità del fondo e lo coltivi direttamente da almeno due anni in base a un titolo idoneo.
  • Le norme sulla prelazione e sul riscatto agrario, incidendo su un diritto di proprietà altrui, sono di stretta interpretazione; tuttavia, la verifica dei presupposti deve essere sostanziale e concreta, non formalistica.
  • Il contrasto giurisprudenziale è solo apparente quando una pronuncia nega la prelazione al nudo proprietario privo di poteri di godimento e un'altra la ammette nel caso in cui egli sia anche coltivatore diretto con disponibilità legittima del fondo.
  • Ai fini dei criteri preferenziali tra più confinanti ex art. 7 d.lgs. 228/2001, la nozione di "partecipe" nell'impresa agricola può comprendere anche l'imprenditore agricolo a titolo principale, se esso opera quale soggetto che conduce il fondo confinante.
  • Nel giudizio di legittimità, la censura per violazione di legge non può essere accolta quando la decisione impugnata abbia correttamente ricostruito il significato della norma e lo abbia applicato in coerenza con la sua ratio.

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