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Parere

Parere n. 322/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Franca Fabbricino, contro Comune di Palma Campania, avverso il provvedimento del 26/07/2010 inosservanza dell'ordinanza di demolizione;

Giustizia amministrativa202400099

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Verbale della Polizia municipale del 26 luglio 2010 di accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione

Esito

INAMMISSIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato il verbale con cui la Polizia municipale aveva accertato l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione n. 20/2007, relativa a difformità edilizie consistenti in ampliamenti planimetrici e altimetrici, realizzazione di locali accessori e mutamento di destinazione d’uso da deposito agricolo a residenza. Ha dedotto la violazione della disciplina sul condono e sulla sanatoria edilizia, sostenendo che la presentazione di un’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 avrebbe impedito la produzione degli effetti del verbale; ha inoltre sostenuto che le opere fossero conformi agli strumenti urbanistici e soggette a sanzione pecuniaria anziché demolitoria, nonché lamentato il difetto di motivazione del verbale ai sensi dell’art. 3 l. 241/1990. Il Comune ha riferito che l’istanza di sanatoria era stata presentata dopo il verbale ed era stata successivamente archiviata. Il Ministero remittente ha chiesto il rigetto del ricorso.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha ritenuto il ricorso inammissibile, senza esaminare nel merito i tre motivi dedotti. Il verbale di accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione è un atto endoprocedimentale, privo di autonoma lesività e non impugnabile autonomamente. L’interesse alla tutela giurisdizionale si attualizza soltanto con l’adozione dell’atto formale di acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale previsto dall’art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001, che recepisce gli esiti dell’accertamento e contiene la decisione di acquisire il bene. Poiché il ricorso era diretto contro il solo verbale, mancava un atto definitivo impugnabile.

Osservazioni

Impugnazione del verbale di accertamento

Il verbale della Polizia municipale di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione è un atto endoprocedimentale privo di autonoma lesività e non può essere impugnato autonomamente mediante ricorso straordinario.

Atto formale di acquisizione

L’atto lesivo e impugnabile è il provvedimento formale di acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale ai sensi dell’art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001, poiché soltanto tale atto contiene la decisione definitiva dell’amministrazione e attualizza l’interesse alla tutela.

Motivi sostanziali dedotti dalla ricorrente

Le censure relative alla sanatoria, alla sanzione applicabile, alla conformità urbanistica e al difetto di motivazione non sono state esaminate nel merito, essendo il ricorso inammissibile per la natura non definitiva dell’atto impugnato.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001

    L’atto formale di acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale, adottato all’esito dell’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, costituisce l’atto definitivo e autonomamente impugnabile.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è stata invocata dalla ricorrente in relazione all’istanza di permesso di costruire in sanatoria, ma il Consiglio di Stato non ne ha esaminato l’applicazione sostanziale.

  • art. 3 l. 241/1990

    La disposizione è stata invocata dalla ricorrente per contestare il difetto di motivazione del verbale; la censura non è stata esaminata per l’inammissibilità del ricorso.

  • l. 47/1985

    La ricorrente ha dedotto la violazione della disciplina richiamata, ma il motivo non è stato esaminato nel merito.

Massime di principio

  • Il verbale di accertamento dell’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione è un atto endoprocedimentale privo di autonoma lesività e, in quanto tale, non è autonomamente impugnabile.
  • L’interesse a contestare gli effetti dell’inottemperanza all’ordine di demolizione si attualizza con l’adozione dell’atto formale di acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale previsto dall’art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001.
  • Quando il ricorso è proposto contro un atto meramente preparatorio e non definitivo, esso è inammissibile per mancanza di un provvedimento autonomamente lesivo, senza necessità di esaminare le censure sostanziali rivolte contro l’attività amministrativa.

Impugnazione del verbale di inottemperanza a un’ordinanza di demolizione

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una proprietaria contro il Comune di Palma Campania, avverso il verbale della Polizia municipale del 26 luglio 2010 con cui era stata accertata l’inottemperanza a un’ordinanza di demolizione. La controversia concerne la disciplina degli abusi edilizi e l’individuazione dell’atto autonomamente impugnabile nella sequenza procedimentale successiva all’ordine di demolizione.

Premesse fattuali

A seguito di un sopralluogo del 12 febbraio 2007, il Comune aveva rilevato difformità rispetto alla concessione edilizia n. 98/2002, relative a un fabbricato rurale sito in zona agricola. Le difformità riguardavano, tra l’altro, ampliamenti planimetrici e altimetrici del piano seminterrato, la realizzazione di un deposito e di un servizio igienico, l’incremento della superficie del piano rialzato e il mutamento di destinazione d’uso di parte dell’edificio da deposito agricolo a residenza.

Il Comune aveva quindi adottato l’ordinanza di demolizione n. 20/2007, che, secondo quanto emerge dal parere, non era stata impugnata. Il successivo verbale del 26 luglio 2010 aveva accertato l’inottemperanza all’ordine demolitorio.

Motivi dedotti

La ricorrente aveva sostenuto:

  • che la presentazione, il 26 ottobre 2010, di un’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 avrebbe impedito la produzione degli effetti del provvedimento;
  • che le opere fossero conformi agli strumenti urbanistici e non comportassero aumento di volumetria, con conseguente doverosità del rilascio della sanatoria;
  • che le opere dovessero essere assoggettate a sanzione pecuniaria anziché a demolizione;
  • che il verbale fosse privo della motivazione richiesta dall’art. 3 l. 241/1990.

Il Comune ha riferito che l’istanza di sanatoria era stata presentata dopo il verbale di accertamento e successivamente archiviata. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiesto il rigetto del ricorso.

Valutazione del Consiglio di Stato

La Sezione non ha esaminato le questioni relative alla sanatoria, alla conformità urbanistica, alla tipologia della sanzione o alla motivazione dell’atto. Ha rilevato, in via preliminare, che il ricorso era diretto contro un atto non definitivo.

Secondo il parere, il verbale di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione ha natura endoprocedimentale, non è autonomamente lesivo e non è impugnabile separatamente. Esso si limita a documentare l’esito dell’accertamento, senza contenere la decisione finale sull’acquisizione del bene.

Atto impugnabile e attualità dell’interesse

L’atto autonomamente impugnabile è il provvedimento formale di acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale previsto dall’art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001. Tale provvedimento recepisce gli esiti dell’accertamento e contiene la decisione amministrativa di acquisire l’immobile, rendendo attuale e concreto l’interesse alla tutela giurisdizionale.

La Sezione ha richiamato, in tal senso, precedenti del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali, tra cui Cons. Stato, Sez. VII, 13 novembre 2023, n. 9724; T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II Stralcio, 11 novembre 2024, n. 20032; T.A.R. Campania, Napoli, Sez. II, 4 novembre 2024, n. 5885.

Conclusione

Poiché la ricorrente aveva impugnato soltanto il verbale di accertamento dell’inottemperanza, e non un atto definitivo di acquisizione, il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso straordinario debba essere dichiarato inammissibile per mancanza di un atto autonomamente impugnabile.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEfficacia ed esecuzione del provvedimentoRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereEfficacia ed esecutorietà

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