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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10242/2021 del 19/04/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Comune impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Genova che aveva ritenuto inammissibile per tardivo l'appello avverso la sentenza del Tribunale n. 656/2007 che aveva dichiarato risolta la donazione. Il Comune deduceva, fra gli altri motivi, che la sentenza del 2007 era stata qualificata dal giudice come "non definitiva" e che pertanto l'appello proposto con riserva era ammissibile; contestava inoltre questioni relative a giurisdizione, all'inquadramento dell'atto come donazione, alla prescrizione dell'azione di risoluzione e alla rilevanza della soppressione dell'ONMI

La decisione

Le Sezioni Unite hanno deciso sul principio processuale: hanno accolto il primo motivo del Comune e affermato che, ai fini della distinzione tra sentenza definitiva e non definitiva quando il giudice decide solo su alcune domande cumulate tra le stesse parti, devono farsi prevalere gli indici formali desumibili dal contenuto intrinseco della sentenza (es. separazione della causa e liquidazione delle spese). Tuttavia, se sorge un contrasto irriducibile tra indicatori formali (per esempio espressa qualificazione del giudice come "non definitiva" e contemporanea liquidazione delle spese che indica separazione), tale ambiguità deve essere risolta a tutela del diritto di impugnare: va riconosciuta l'ammissibilità dell'appello proposto con riserva. Di conseguenza la Corte ha accolto il motivo relativo alla natura definitiva della sentenza del 2007 (riconoscendo l'ammissibilità dell'appello con riserva), mentre il giudizio sulle rimanenti questioni di merito e sugli altri motivi non è stato deciso in questa parte pubblicata della pronuncia (la decisione di principio è volta a consentire il riesame della questione di merito da parte del giudice di merito conforme alla regola qui enunciata).

Norme richiamate

  • art. 279 cod. proc. civ.

    Rilevanza del provvedimento di separazione: la separazione delle cause, se operata, rende definitiva la decisione relativa a una domanda e impedisce la riserva d'impugnazione; la Corte conferma che la separazione è uno degli indici formali intrinseci determinanti della definitività della sentenza

  • art. 340 cod. proc. civ.

    Disciplina della riserva di impugnazione differita: la sentenza su una domanda cumulata può essere oggetto di riserva se non è definitiva; la Corte ribadisce l'applicabilità della riserva quando mancano gli indici formali di definitività

  • art. 325, 278 cod. proc. civ.

    Norme processuali richiamate nell'impugnazione e nella motivazione riguardo alla natura e all'efficacia dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte le inquadra nel contesto della giurisprudenza sui criteri formali di definitività

  • art. 2909 cod. civ.

    Norma richiamata nella discussione sulla risoluzione della donazione; nel provvedimento di Sezioni Unite l'attenzione è però prevalente sugli effetti processuali della qualificazione della sentenza e non su un'interpretazione sostanziale definitiva della norma

  • artt. 769 e 793 cod. civ.

    Richiamati nei motivi di merito relativi alla risoluzione della donazione e alle condizioni per la risoluzione per inadempimento; la Corte di legittimità in questa sede si è concentrata sul principio processuale e non ha risolto definitivamente le questioni sostanziali connesse

  • artt. 2935 e 2946 cod. civ.

    Norme sulla prescrizione delle azioni, invocate dal Comune con riferimento al decorso dei termini dalla soppressione dell'ONMI; la pronuncia Sezioni Unite non entra nel merito della ricostruzione prescrizionale, essendo dedicata al principio processuale

  • art. 3, 5, 11 legge n. 698/1975

    Norme richiamate dai motivi sul trasferimento degli obblighi dopo la soppressione dell'ONMI; la Corte non ha deciso qui l'interpretazione definitiva di tali disposizioni, essendosi pronunciata sul regime impugnatorio

  • art. 342 cod. proc. civ.

    Richiamato rispetto alla censura per mancata pronuncia su fatti prospettati in appello; la Corte ha considerato i profili di ammissibilità e di corretta valutazione degli atti di gravame ma il principio enunciato riguarda la natura della sentenza impugnabile

  • art. 24 Cost.

    Principio costituzionale del diritto di difesa e dell'accesso all'impugnazione utilizzato dalla Corte come argomento sistematico per privilegiare una soluzione che garantisca l'effettività del diritto di impugnare quando sussiste ambiguità formale nella sentenza

Massime di principio

  • Per stabilire se una sentenza che decide su alcune domande cumulate è definitiva o no, prevalgono indici formali intrinseci alla sentenza: in particolare la separazione delle cause e la liquidazione delle spese in relazione alle domande decise
  • La qualificazione espressa dal giudice (definitiva o non definitiva) è un indice formale rilevante, ma non può essere utilizzata se contrasta con altri indici formali intrinseci senza determinare ambiguità: in caso di contrasto irriducibile, deve essere favorito il diritto di impugnare
  • Se la sentenza presenta un'irriducibile contraddizione tra indicatori formali (es. dispositivo che qualifica la sentenza come non definitiva ma al contempo liquida le spese), l'incertezza va risolta a favore della parte soccombente riconoscendole la possibilità di proporre appello con riserva
  • Non sono utilizzabili elementi esterni o posteriori alla sentenza per determinare la sua natura ai fini dell'impugnazione; occorre far riferimento al contenuto intrinseco della decisione
  • Quando vi sia dubbio ragionevole sull'ammissibilità dell'impugnazione a causa di ambiguità formali del provvedimento, la soluzione praticabile è quella che tutela il pieno esercizio del diritto di difesa consentendo il riesame della decisione da parte del giudice di merito

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