Sentenza del 11/03/2024 n. 217 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell'Emilia Romagna
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva imputato ai soci P.M. e Z.C. la quota pro-rata di maggiori redditi di impresa accertati alla società A.&M. W. S.r.l. per gli anni 2012 e 2013, ritenendo che tali maggiori utili fossero stati distribuiti ai soci come redditi di capitale ai sensi dell'art. 47 del TUIR. I soci contestavano l'imputazione sostenendo che si trattava di rettifiche contabili e non vi era stata alcuna effettiva distribuzione di utili o disponibilità finanziaria distribuita a loro favore.
La decisione
La Corte Tributaria Regionale ha accolto l'appello dei soci, ritenendo che l'Agenzia non avesse fornito prove convincenti circa la distribuzione ai soci delle somme accertate come maggiori ricavi della società. È stato evidenziato che le somme contestate erano contabilizzate come anticipi e non risultavano essere state trasferite ai soci. Pertanto, l'imputazione ai soci è stata ritenuta illegittima e la sentenza di primo grado è stata annullata. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 47 del DPR 917/1986 (TUIR)
Utili extracontabili accertati possono essere imputati a tassazione pro-quota ai soci come redditi di capitale, salvo prova contraria.
Riferito all'ipotesi di reato per eventuali azioni elusive o fraudolente poste in essere dai soci.
art. 29, comma 1, lett. c), del DL n. 78/2010
Affidamento in via straordinaria dei carichi da accertamenti immediatamente esecutivi a tutela dell'Erario.
Istituto della "rottamazione" per definizione delle liti pendenti.
Massime di principio
- La presunzione di distribuzione pro-quota degli utili extracontabili ai soci può essere superata dalla prova contraria fornita dai soci stessi, che devono dimostrare che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti e non distribuiti.
- Le rettifiche contabili di natura puramente contabile che non comportano una reale disponibilità finanziaria distribuita ai soci non giustificano l'imputazione di redditi di capitale ai soci.
- La semplice imputazione contabile di maggiori ricavi non equivale di per sé a una distribuzione di utili, specie se le somme restano contabilizzate come anticipi o acconti e non transitano nella disponibilità dei soci.
- In assenza di prove evidenti di trasferimento di somme ai soci, l'accertamento tributario a carico degli stessi in merito a utili extracontabili deve essere rigettato.
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