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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8759/2022 del 15/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva rigettato la loro opposizione alla revoca della confisca, disposta ai sensi dell'art. 240-bis c.p., di un immobile di C.da Corvo di Archi intestato ai genitori di Maria Condello e ritenuto nella disponibilità di Giovanni Fontana. Denunciano violazione di legge e vizio di motivazione per la valutazione della "ragionevolezza temporale" tra la realizzazione dell'immobile (secondo i ricorrenti completato nel 1975) e le condotte delittuose del Fontana, nonché errata interpretazione della giurisprudenza (Corte costituzionale n.33/2018 e Sezioni Unite n.27421/2021) sulla possibilità di applicare la confisca a beni acquisiti anteriormente alla commissione dei cd. reati-spia e sul divieto di interpretazione analogica.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che la Corte d'appello, quale giudice dell'esecuzione, abbia esaminato adeguatamente le prove (perizia giurata, fotografie, dichiarazioni ai sensi dell'art. 391-bis c.p.p.) e correttamente datato il completamento dell'immobile alla seconda metà degli anni '70. Ai fini del criterio della "ragionevolezza temporale" la Corte ha confermato la possibilità di confiscare beni acquisiti in epoca anteriore alla commissione del reato-spia purché la distanza temporale sia ragionevole alla luce delle circostanze concrete; nel caso concreto il ruolo consolidato e la lunga intraneità di Fontana nel gruppo 'ndranghetistico giustificano la confisca. E' stata inoltre respinta la tesi che la sentenza Crostella proibisca la confisca di beni anteriori al reato: essa richiede solo la verifica della ragionevolezza temporale. Perciò i ricorrenti sono stati respinti, con condanna alle spese e pagamento di una somma alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma che autorizza la confisca in casi particolari; la Corte ha ritenuto applicabile anche a beni acquisiti anteriormente alla commissione dei reati-spia purché sussista la "ragionevolezza temporale".

  • art. 416 e 416-bis cod. pen.

    Fatti contestati a Giovanni Fontana (associazione delinquenziale e associazione mafiosa); la natura e il ruolo del soggetto nel sodalizio sono stati valutati per stabilire la rilevanza temporale degli acquisti patrimoniali.

  • artt. 667, comma 4, e 676 cod. proc. pen.

    Norme procedurali che regolano l'opposizione e il procedimento esecutivo rimaste rilevanti nel rito dell'opposizione alla confisca; il ricorso in Cassazione verteva su decisione resa ai sensi di tali disposizioni.

  • art. 391-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le dichiarazioni rese nel giudizio esecutivo; la Corte d'appello ha valorizzato le dichiarazioni rese ai sensi di questo articolo come elementi probatori sulla data di costruzione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la pronuncia sulle spese e oneri a seguito di dichiarazione di inammissibilità; applicata per imporre le spese e una somma alla cassa delle ammende.

  • Sentenza Corte Costituzionale n.33/2018

    Ha affermato il principio della "ragionevolezza temporale": la confisca in casi particolari deve essere circoscritta in un ambito temporale ragionevole rispetto alla realizzazione del reato-spia; la Corte di cassazione ha applicato tale criterio al caso concreto.

  • Sezioni Unite Corte di cassazione, sentenza n.27421/2021 (Crostella)

    Ha chiarito che il momento di acquisizione dei beni non è del tutto indifferente: beni anteriori o successivi possono essere confiscati purché sussista una distanza temporale "ragionevole"; non ha escluso la confiscabilità dei beni acquistati anteriormente alla commissione dei reati-spia.

  • Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio 2014/42/UE

    Richiamata per confermare che è conforme al diritto sovranazionale fissare termini temporali entro i quali può ritenersi che i beni derivino da condotte criminosi; supporta l'uso del criterio della ragionevolezza temporale.

Massime di principio

  • La confisca in casi particolari può riguardare beni acquisiti sia anteriormente sia successivamente alla commissione dei reati-spia, ma occorre valutare la "ragionevolezza temporale" caso per caso.
  • Non è richiesta una sovrapposizione temporale assoluta fra la commissione del reato-spia e l'acquisizione del bene: ciò che conta è se la distanza temporale, rapportata al contesto e alla pericolosità del soggetto, renda irragionevole la presunzione di derivazione illecita.
  • Il ruolo, la stabilità e l'intraneità del soggetto nell'organizzazione criminale sono fattori decisivi per ritenere giustificata la confisca di beni acquisiti in epoca anteriore.
  • Il giudice dell'esecuzione deve motivare compiutamente sulla base di elementi probatori (perizia, fotografie, dichiarazioni, atti pregressi) la datazione dei beni e la valutazione della ragionevolezza temporale.
  • Le pronunce delle Sezioni Unite e della Corte costituzionale non vietano la confisca per acquisti anteriori, ma impongono limiti per tutelare i diritti di proprietà e richiedono un bilanciamento caso per caso.
  • L'assenza, al momento dell'acquisto, di una specifica fattispecie normativa (es. prima dell'introduzione del 416-bis) non esclude automaticamente l'ablazione se le condotte dell'interessato dimostrano un'intraneità criminosa compatibile con la presunzione di provenienza illecita.

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