Cassazione Penale, Ordinanza n. 24536/2025 del 03/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello deducendo un unico motivo di violazione di legge per omessa valutazione di una prova asseritamente decisiva ai fini del giudizio di responsabilità: le immagini del sistema di videosorveglianza installato sul convoglio ferroviario in cui si era verificato il fatto. Secondo la difesa, se tali immagini fossero state considerate, il fatto avrebbe dovuto essere riqualificato nel delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni ex art. 393 c.p., anziché nel reato di rapina contestato. La Corte di cassazione ha ritenuto che il motivo fosse inammissibile perché la ricorrente non aveva spiegato in modo concreto come e in che termini il filmato, comparato con le dichiarazioni convergenti della capotreno e di una viaggiatrice, avrebbe potuto condurre a una diversa decisione; ha inoltre richiamato il principio per cui è prova decisiva solo quella che, valutata nel confronto con la motivazione impugnata, avrebbe sicuramente determinato una pronuncia diversa o avrebbe inciso sulla struttura portante della sentenza.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto insussistente la dedotta decisività della prova non valutata, perché la sentenza di merito si fondava su due dichiarazioni testimoniali convergenti e la difesa non aveva dimostrato in che modo le immagini di videosorveglianza avrebbero potuto sovvertire tale ricostruzione. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato dalla difesa come possibile riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni, in alternativa alla rapina contestata.
Non citato espressamente nel testo fornito; non inserito.
Massime di principio
- La mancata valutazione di una prova può fondare ricorso per cassazione solo se la prova sia realmente decisiva, cioè tale da imporre con certezza una decisione diversa rispetto a quella adottata dal giudice di merito.
- Non è sufficiente allegare l’esistenza di un mezzo di prova non esaminato: la parte ricorrente deve indicare in modo specifico il contenuto della prova e spiegare perché, nel confronto con la motivazione della sentenza impugnata, essa avrebbe inciso sulla tenuta logica e giuridica della decisione.
- Quando la condanna di merito si fonda su dichiarazioni testimoniali convergenti e il ricorrente non dimostra l’effettiva capacità della prova omessa di sovvertire tale quadro, il motivo è inammissibile.
- La richiesta di riqualificazione del fatto in un diverso titolo di reato non può reggersi su un mero richiamo astratto a una prova non valutata, ma richiede la dimostrazione concreta dell’incompatibilità tra quella prova e la ricostruzione fattuale accolta in sentenza.
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