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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43974/2023 del 02/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza del Tribunale di Milano (15/11/2022) per mancata motivazione in relazione alla richiesta di assoluzione/ex causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis cod. pen. Si contestava cioè che il giudice non avesse risposto alla specifica istanza di applicazione della particolare tenuità, deducendo violazione di legge per assenza assoluta di motivazione. Fatti di causa: condanna, al termine del giudizio abbreviato, per il reato di cui all'art. 73 co. 5 d.P.R. 309/90 (cessione e detenzione ai fini di spaccio di complessivi circa gr. 16,38 di marijuana), con pena di 4 mesi di reclusione, 700 euro di multa, confisca/distruzione dello stupefacente e confisca del denaro; il Tribunale aveva riconosciuto attenuanti generiche equivalenti alla recidiva specifica infraquinquennale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Pur rilevando l'assenza di un espresso passaggio motivazionale che confutasse la domanda di applicazione dell'art. 131-bis, la Corte ha ritenuto che la sentenza di merito contenga una motivazione implicita di rigetto: il giudice aveva richiamato elementi (in particolare la "non modesta quantità" dello stupefacente e la finalità di spaccio) incompatibili con la valutazione di particolare tenuità. Perciò il vizio denunciato è stato giudicato infondato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità può essere implicitamente respinta se la struttura argomentativa della sentenza di merito richiama elementi (modalità della condotta, quantità, grado di colpevolezza) incompatibili con la qualificazione del fatto come di particolare tenuità

  • art. 73 co. 5 d.P.R. 309/90

    art. 73 co. 5 d.P.R. 309/90

    Norma sostanziale contestata (detenzione e cessione di stupefacenti); applicata per i fatti di detenzione e cessione di circa gr. 16,38 di marijuana

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Permette il ricorso per 'saltum' in Cassazione; la Corte ha ritenuto legittima la proposizione del ricorso per saltum quando dedotto un vizio di motivazione rientrante nella violazione di legge

  • art. 17 e art. 75 d.P.R. 309/90 (richiamati)

    art. 17 e art. 75 d.P.R. 309/90

    Articoli richiamati nella descrizione del fatto (autorizzazione per uso terapeutico e ipotesi di legalità) ma non direttamente determinanti nella decisione della Corte di Cassazione sul vizio di motivazione

Massime di principio

  • L'assenza di una risposta espressa del giudice a una richiesta di applicazione dell'art. 131-bis non determina automaticamente l'annullamento della sentenza: la Corte verifica se dalla motivazione complessiva si possa desumere un rigetto implicito
  • Fattori come la quantità dello stupefacente, la buona qualità, la destinazione a spaccio e altri elementi fattuali che denotano elevato grado di colpevolezza ostano al riconoscimento della particolare tenuità
  • Il ricorso per 'saltum' è ammissibile per questioni di violazione di legge legate alla motivazione; tuttavia la Cassazione valuta il merito anche in base alla motivazione implicita
  • In situazioni analoghe il difensore dovrebbe puntare a ottenere dal giudice di merito un'espressa valutazione e motivazione negativa in ordine all'art. 131-bis oppure documentare elementi concreti a favore della tenuità (minima quantità, marginalità della condotta, assenza di finalità di spaccio, incensuratezza) per evitare che il rigetto sia ritenuto implicito
  • La decisione comporta anche effetto sulle spese: il rigetto del ricorso comporta condanna alle spese processuali

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