Cassazione Penale, Sentenza n. 20756/2022 del 27/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La Procura generale ha impugnato la sentenza del Giudice di Pace di Catania che, in data 12/02/2021, aveva assolto Zamira Hoxhaj dal reato di cui all'art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (ingresso e soggiorno illegale) ritenendo che, alla luce della Direttiva 2008/115/CE e della giurisprudenza comunitaria, la norma penale dovesse essere disapplicata. Il ricorso per cassazione deduceva violazione di legge e carenza di motivazione circa le ragioni della disapplicazione, nonché richiamava la consolidata giurisprudenza di questa Corte secondo cui l'art. 10-bis non è incompatibile con la Direttiva sui rimpatri e non ostacola l'esecuzione delle misure di rimpatrio.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso (lo ha ritenuto fondato), rilevando che l'assunto del Giudice di Pace era infondato. La Corte ha affermato che la procedura di rimpatrio disciplinata dagli artt. 13 e 14 del T.U. immigrazione può essere eseguita indipendentemente dalla pendenza di un procedimento penale e che la sanzione pecuniaria dell'art. 10-bis non è incompatibile con la Direttiva 2008/115/CE. Richiamata la giurisprudenza interna (Nyassi, Gueye) e comunitaria (Mbaye), la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al Giudice di Pace di Catania per un nuovo giudizio in diversa composizione, da svolgersi nel rispetto dei principi di diritto enunciati.
Norme richiamate
art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. immigrazione)
La Corte ha ritenuto che la previsione di una sanzione penale pecuniaria per ingresso e soggiorno illegale non contrasti con la Direttiva 2008/115/CE e non costituisca ostacolo all'attivazione o esecuzione della procedura di rimpatrio
Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 (Direttiva rimpatri)
Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008
La Direttiva non impedisce agli Stati membri di prevedere sanzioni (anche pecuniarie) per soggiorno irregolare e non ostacola l'esecuzione delle misure di rimpatrio anche in presenza di un procedimento penale pendente
Artt. 13 e 14 T.U. immigrazione (misure di rimpatrio/espulsione)
La procedura di rimpatrio prevista da tali articoli può essere realizzata indipendentemente dall'eventuale pendenza di un procedimento penale nei confronti dell'interessato
Corte di giustizia U.E., El Dridi, C-61/11 (28/04/2011)
Citata come riferimento contestato dal Giudice di Pace; la Cassazione ritiene che la disapplicazione invocata sulla base di tale giurisprudenza non trovava applicazione nel caso concreto
Corte di giustizia U.E., Mbaye, C-522/11 (21/03/2013)
La Corte Ue ha ritenuto legittima la normativa nazionale che sanziona il soggiorno irregolare con un'ammenda sostituibile dall'espulsione, purché siano rispettate le condizioni previste dall'art. 7, par. 4 della Direttiva
Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 1, n. 12130 del 20/02/2019, Nyassi; Sez. 1, n. 951 del 22/11/2011, Gueye)
La Corte ha ribadito l'orientamento consolidato secondo cui l'art. 10-bis non è incompatibile con la Direttiva sui rimpatri e non può essere disapplicato dal giudice per il solo motivo della pendenza della procedura di rimpatrio
Richiamati in relazione ai motivi di ricorso per cassazione e alle esigenze di motivazione e impugnazione; la Corte ha ritenuto che la decisione impugnata fosse carente nella motivazione rispetto alla disapplicazione invocata
Massime di principio
- La previsione di una sanzione pecuniaria per ingresso e soggiorno illegale (art. 10-bis T.U. imm.) non è in sé incompatibile con la Direttiva 2008/115/CE e, quindi, non deve essere automaticamente disapplicata dal giudice interno sulla base della sola esistenza della Direttiva
- La procedura di rimpatrio (artt. 13 e 14 T.U. imm.) può essere avviata ed eseguita anche se è pendente un procedimento penale nei confronti dello straniero irregolare; la pendenza del processo penale non costituisce di per sé un ostacolo al rimpatrio
- Se il giudice intende disapplicare una norma interna per presunta incompatibilità con il diritto dell'Unione, deve fornire una motivazione articolata e aderente alla giurisprudenza sia nazionale sia della Corte di giustizia Ue; la mancata motivazione può comportare l'annullamento della decisione
- L'eventuale possibilità di sostituire la sanzione pecuniaria con l'espulsione è compatibile con la Direttiva, purché siano rispettate le condizioni specifiche previste dall'ordinamento comunitario (es. art. 7, par. 4 della Direttiva)
- In presenza di controversie sull'applicazione dell'art. 10-bis rispetto alla Direttiva, è preferibile richiamare e seguire la giurisprudenza consolidata (Nyassi, Gueye, Mbaye) per uniformare la decisione e ridurre il rischio di annullamento in sede di legittimità
- Se la Corte di cassazione annulla per carenza motivazionale una sentenza di assoluzione fondata su disapplicazione, il processo viene rinviato al giudice di merito per un nuovo giudizio nel rispetto dei principi di diritto enunciati
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20654/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20655/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20656/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20657/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20658/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20661/2022 del 27/05/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →