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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46906/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza con cui la Corte di appello aveva confermato la responsabilità per bancarotta fraudolenta patrimoniale e per il reato tributario (art. 11, comma 1, d.lgs. n. 74/2000), censurando in particolare: a) la mancata prova del dolo necessario per la bancarotta fraudolenta (si contestava che la cessione del ramo d'azienda fosse un'operazione in buona fede finalizzata a ottenere contributi pubblici e a salvaguardare i posti di lavoro); b) la mancata riqualificazione come bancarotta preferenziale e l'omessa valutazione dell'esimente di cui all'art. 217-bis r.d. n. 267/1942; c) l'assenza di motivazione sul loro concreto contributo e sulla componente fraudolenta degli atti che avrebbero sottratto risorse all'Erario. I ricorrenti sostenevano altresì che molti creditori erano stati soddisfatti dalla cessionaria Mastermedia s.r.l. e che l'operazione non aveva avuto scopo distrattivo.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto i ricorsi manifestamente infondati o inammissibili e li ha respinti. Ha confermato la qualificazione dell'operazione come bancarotta fraudolenta patrimoniale perché la cessione, posta in essere quando la JET s.r.l. era già insolvente, ha sottratto al patrimonio della cedente i beni (inclusi i crediti per contributi pubblici) costituendo una destinazione del patrimonio incompatibile con la funzione di garanzia verso i creditori, e ha impedito il soddisfacimento dell'Erario. La Corte ha ritenuto sufficiente il dolo generico per la fattispecie di bancarotta fraudolenta patrimoniale; ha escluso che si trattasse di bancarotta preferenziale perché i pagamenti dei creditori sono stati fatti in realtà dalla cessionaria e non con risorse del patrimonio della fallita; ha anche dichiarato inammissibile parte delle censure per violazione di regole di impugnazione. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento e ad altri oneri processuali.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La cessione di un ramo d'azienda da parte di un'impresa già in stato prefallimentare può integrare bancarotta fraudolenta patrimoniale anche se, in astratto, l'operazione è legittima: ciò avviene quando la cessione sottrae al patrimonio della cedente risorse che avevano funzione di garanzia per i creditori.
  • Per la bancarotta fraudolenta patrimoniale è sufficiente il dolo generico: non è necessario dimostrare la volontà di causare il fallimento, ma è sufficiente la consapevolezza di destinare il patrimonio in modo da privare i creditori della loro garanzia o di assumere il rischio di tale esito.
  • La riqualificazione in bancarotta preferenziale richiede che i pagamenti siano stati effettuati con risorse appartenenti al patrimonio della società poi fallita; il fatto che terzi o la cessionaria abbiano soddisfatto i creditori può escludere la bancarotta preferenziale e rendere più grave la fattispecie distrattiva.
  • L'autorizzazione assembleare o la finalità dichiarata di conservare l'attività e i posti di lavoro non escludono automaticamente la responsabilità penale: l'operazione va valutata nel suo concreto effetto sulle ragioni dei creditori.
  • Nell'impugnazione in Cassazione la critica al valore probatorio degli atti e la richiesta di rivalutazione delle prove sono fortemente limitate: il giudice di legittimità non riedita il merito della valutazione probatoria se non in presenza di travisamenti pacifici e oggettivi delle risultanze.
  • Per ridurre il rischio di responsabilità penale in operazioni straordinarie con impresa in difficoltà è necessaria una documentazione rigorosa (valutazioni patrimoniali, motivazioni economiche, verifica dell'impatto sui creditori) e soluzioni che garantiscano effettivamente la par condicio creditorum o forme di tutela equivalenti.

Testo integrale

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