Cassazione Penale, Sentenza n. 44568/2023 del 06/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la pronuncia di appello che ha confermato le condanne per usura e tentativo di estorsione, ha revocato la confisca di alcuni immobili ma ha disposto la confisca per equivalente fino a euro 240.600,00. I motivi articolati sono: (1) violazione dell'art. 574, comma 4, c.p.p., per non aver esteso l'appello all'accertamento e alla misura del risarcimento del danno e per avere confuso il risarcimento con il profitto confiscabile; (2) vizio di motivazione e travisamento del fatto con riferimento alla posizione della persona offesa Brivio e al significato probatorio dei movimenti bancari; (3) violazione di legge in ordine alla configurabilità dell'usura in assenza di pattuizione originaria degli interessi, essendo gli interessi stati "imposti" solo successivamente; (4) carenza della prova circa la misura del profitto del reato e della somma complessiva corrisposta a titolo di interessi, con conseguente illegittimità della confisca per equivalente.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi che riguardano questioni di merito e valutazioni di fatto e ha ritenuto infondato il profilo relativo all'assenza di pattuizione originaria degli interessi. Tuttavia ha accolto il primo motivo nella parte in cui la Corte di appello ha confuso risarcimento del danno e profitto confiscabile, richiedendo invece che la confisca per equivalente sia parametrata al profitto del reato e non al risarcimento civile. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla statuizione di confisca relativa al capo B) (usura) e rinviata ad altra sezione della Corte di appello di Milano per accertare la sussistenza e la misura del profitto confiscabile. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'affermazione di responsabilità è divenuta irrevocabile. Inoltre il ricorrente è stato condannato a rifondere le spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile Brivio Fabrizio, liquidate in euro 3.686,00; la richiesta di rimborso spese nei confronti di Pirovano Alessandro è stata invece respinta perché l'avvocato non ha partecipato all'udienza pubblica.
Norme richiamate
art. 574, comma 4, cod. proc. pen.
L'impugnazione dell'imputato contro la pronuncia di condanna penale si estende, se dipendente dal capo impugnato, anche alla pronuncia di condanna alle restituzioni, al risarcimento dei danni e alla rifusione delle spese; il motivo dedotto invocava l'applicazione di tale principio per contestare la confisca totale.
Il reato di usura si configura sia con la pattuizione/promessa di interessi o vantaggi usurari sia con la ricezione effettiva di interessi usurari; la Corte ha precisato che l'imposizione successiva di interessi rientra nelle fattispecie punite dall'articolo.
Giurisprudenza: Sez. U, Sentenza n. 31617 del 26/06/2015 (Lucci)
Affermata la natura sanzionatoria della confisca per equivalente e la sua funzione di ablazione patrimoniale proporzionata all'arricchimento illecito del reo, distinta rispetto al risarcimento civile.
Giurisprudenza: Sez. 2, Sentenza n. 37590 del 30/04/2019 (Giulivi)
La confisca di valore, avendo natura sanzionatoria, non puo' essere applicata per un valore superiore al profitto del reato, pena la violazione del principio che vieta la pena illegale.
Giurisprudenza: Sez. 2, Sentenza n. 9106 del 12/02/2021 (Caradonna)
In cassazione non sono deducibili doglianze che si risolvono in una diversa valutazione della persuasività o attendibilità delle prove; le censure meramente critiche sulla valutazione probatoria sono inammissibili.
Giurisprudenza: Sez. 6, Sentenza n. 28615 del 28/04/2022 (Landi)
Nel giudizio di cassazione la condanna dell'imputato al rimborso delle spese processuali in favore della parte civile non va disposta se la parte civile non è intervenuta nella discussione in pubblica udienza ma ha depositato solo memoria in cancelleria.
Massime di principio
- La confisca per equivalente ha natura sanzionatoria e va parametrata al "profitto" del reato, non al risarcimento civile; il giudice deve individuare e motivare il nesso fra illecito e incremento patrimoniale oggetto di ablazione.
- L'impugnazione dell'imputato può estendersi agli effetti civili della sentenza (restituzioni, risarcimento, spese) ai sensi dell'art. 574 c.p.p., ma occorre verificare il rapporto di dipendenza rispetto al capo impugnato.
- Non è necessario che la pattuizione degli interessi sia contestuale all'erogazione del prestito per la fattispecie di usura: la promessa, la pattuizione o l'imposizione successiva di interessi usurari rientrano nell'art. 644 c.p.; il giudice deve valutare le prove di tale condotta.
- In Cassazione le censure che sollecitano una diversa valutazione della prova o dell'attendibilità delle persone offese sono in gran parte inammissibili; sono invece sindacabili carenze di motivazione manifeste, contraddittorietà o omissioni su aspetti essenziali.
- Per ottenere la rifusione delle spese di cassazione a favore della parte civile è necessario che l'avvocato della parte civile sia intervenuto e abbia partecipato alla discussione in udienza pubblica; le sole memorie depositate in cancelleria non bastano.
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