Cassazione Penale, Sentenza n. 2499/2022 del 24/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione civile avverso la conferma dell'assoluzione dell'imputato per lesioni personali colpose stradali: la Trenta deduce violazione di legge e vizio di motivazione perché il Tribunale avrebbe dato eccessivo rilievo al fatto che la persona offesa si trovasse al di fuori delle strisce pedonali, senza valutare correttamente la rilevanza probatoria delle dichiarazioni (incl. revoca del verbale a suo carico) né l'obbligo del conducente di adeguare velocità e fermarsi in prossimità degli attraversamenti. La ricorrente lamenta inoltre l'omissione di considerare elementi probatori utili (dinamica, visibilità, condizioni dei luoghi) e censura il mancato esame del comportamento processuale dell'imputato e la questione del risarcimento offerto.
La decisione
La Corte annulla la sentenza impugnata ai fini civili e rinvia al giudice civile competente per valore in grado d'appello per un nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto che il Tribunale d'appello non abbia adeguatamente valutato prove e circostanze rilevanti (es. testimonianza oculare, dinamica del sinistro, possibilità per il conducente di osservare l'obbligo di rallentare/fermarsi) e non abbia applicato correttamente i principi del codice della strada relativi alla prudenza nei pressi degli attraversamenti pedonali.
Norme richiamate
"ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi (...) in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza"
Il conducente ha l'obbligo di moderare velocità e, se necessario, fermarsi in prossimità degli attraversamenti pedonali; la mancata osservanza di tale obbligo può far nascere la responsabilità del conducente anche quando il pedone attraversi fuori dalle strisce, con possibile concorso di colpa del pedone solo previo apprezzamento motivato.
Norma procedurale richiamata per il rinvio della sentenza impugnata ai fini civili a un nuovo giudizio presso il giudice competente per valore in grado d'appello.
Giurisprudenza: Sez. 4, Sent. n. 3347/1994 (Pirani)
Conferma il principio che l'obbligo del conducente di evitare il danno persiste anche se il pedone attraversa fuori dalle strisce; la responsabilità del conducente può essere esclusa solo con motivato apprezzamento sul concorso di colpa del pedone.
Giurisprudenza: Sez. 4, Sent. n. 47204/2019 (Sapienza c. Mangano)
Ribadisce l'obbligo di particolare prudenza e moderazione della velocità nei pressi degli attraversamenti pedonali, rilevando che la priorità del pedone si applica anche quando l'attraversamento avvenga nelle vicinanze delle strisce.
Massime di principio
- La presenza della persona offesa fuori dalle strisce pedonali non esclude automaticamente la responsabilità del conducente: questi deve comunque rallentare e, se necessario, fermarsi, specie in prossimità degli attraversamenti.
- In caso di incidente tra veicolo e pedone vanno valutati, oltre alla posizione del pedone, elementi come dinamica del sinistro, visibilità, condizioni dei luoghi e possibilità per il conducente di accorgersi del pedone; l'omessa valutazione di tali elementi può determinare l'annullamento della decisione.
- La prova testimoniale diretta (oculare) deve essere esaminata in modo compiuto: dichiarazioni che attestino la presenza del pedone sulla carreggiata possono essere decisivi se collegate a considerazioni sulla condotta del conducente e sulle condizioni ambientali.
- L'accertamento della concorrenza di colpa del pedone richiede specifica motivazione: non è sufficiente il semplice rilievo che il pedone fosse fuori dalle strisce.
- Proceduralmente, l'annullamento ai fini civili comporta il rinvio per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado d'appello, che dovrà riesaminare le prove e motivare in ordine agli obblighi di prudenza del conducente.
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