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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9669/2022 del 21/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Grosso era imputata per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale in relazione a frasi rivolte durante un controllo stradale: "ora sì che ve la faccio pagare a tutti e tre, siete dei farabutti" (rivolto a tutti e tre gli operatori) e, rivolgendosi all'isp. Ingemi, "stronzo e vigliacco". La Corte d'appello aveva assolto la ricorrente per le offese contro Ordile e Capilli ma l'aveva condannata per l'offesa verso Ingemi; la ricorrente ha impugnato sostenendo, fra l'altro, la errata applicazione dell'art. 341-bis c.p. (richiesta della presenza di più persone estranee all'offeso), vizio di motivazione e irragionevolezza nelle statuizioni sulle spese processuali. Il Procuratore generale e la difesa hanno chiesto l'annullamento senza rinvio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste. Ha rilevato che la sentenza di merito ha erroneamente applicato l'art. 341-bis c.p., computando fra i presenti coloro che assistevano nello svolgimento delle loro funzioni; in base alla giurisprudenza di questa Sezione, per configurare l'oltraggio è necessaria la presenza di almeno due persone estranee all'offeso. Di conseguenza la condotta non integra il reato contestato e la pronuncia di merito è annullata integrale.

Norme richiamate

  • art. 341-bis, cod. pen.

    La Corte ha interpretato che l'oltraggio al pubblico ufficiale richiede che l'offesa si consumi alla presenza di almeno due persone estranee all'offeso; non possono essere computati come tali i colleghi che assistono nel compimento delle loro funzioni

  • art. 620, lett. d), cod. proc. pen.

    art. 620, lett. d), cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione l'annullamento senza rinvio quando la sentenza impugnata sia viziata da violazione di legge e il fatto non sussiste

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 6, n. 30136 del 09/06/2021 (Leocata)

    Sez. 6, n. 30136 del 09/06/2021, Leocata, Rv. 281838

    Precedente applicabile che conferma il principio secondo cui, nell'ipotesi di offese rivolte a un appartenente alle forze dell'ordine, non possono essere considerate "persone presenti" ai fini dell'art. 341-bis quelle che assistono nell'esercizio delle loro funzioni

Massime di principio

  • Per la configurabilità dell'art. 341-bis c.p. l'offesa al pubblico ufficiale deve avvenire alla presenza di almeno due persone estranee all'offeso; non si computano come tali i colleghi che assistono nello svolgimento delle loro funzioni
  • Offese dirette a un singolo pubblico ufficiale, pronunciate in presenza solo di altri operatori che svolgono la loro funzione, potrebbero non integrare il reato di oltraggio e determinare l'assenza del fatto
  • La presenza di un solo testimone esterno che riferisca frasi "poco gradevoli" può non essere sufficiente a dimostrare l'oltraggio: la valutazione richiede elementi che comprovino la natura offensiva e la presenza richiesta dalla norma
  • Se la Corte territoriale applica erroneamente la norma penale determinando la non sussistenza del fatto, la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio
  • In caso di assoluzione o annullamento per non sussistenza del fatto, le statuizioni civilistiche e le spese correlate devono essere adeguatamente riviste o revocate in coerenza con l'esito penale

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