Cassazione Penale, Sentenza n. 6846/2025 del 19/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Foggia che aveva confermato il sequestro preventivo di 76.890 euro rinvenuti occultati in una scatola in un soppalco pertinenziale all'esercizio commerciale gestito dalla ricorrente. La difesa contestava la riqualificazione del fatto da ricettazione (art. 648 c.p.) in riciclaggio (art. 648-bis c.p.), rilevando che la ricorrente aveva prodotto documentazione attestante finanziamenti il cui importo corrispondeva a quello del denaro sequestrato e che vi erano incongruenze nella catalogazione/ numerazione dei pacchetti di banconote attribuiti a persone diverse.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto legittima la diversa qualificazione giuridica (da ricettazione a riciclaggio) operata dal Tribunale in sede di riesame, valutando che la riqualificazione è avvenuta sulla base delle medesime circostanze di fatto integrate da nuove risultanze investigative (informativa di P.G.) acquisite nel corso dell'udienza di rinvio. La Corte ha considerato sufficiente la motivazione del Tribunale che ha ricostruito, in base a servizi di osservazione e pedinamento, incontri tra la ricorrente e una terza (Fusco) finalizzati al conteggio, confezionamento in pacchetti sottovuoto e occultamento del denaro, e ha ritenuto che la documentazione sui prestiti potesse svolgere funzione di copertura dell'origine illecita. Il secondo motivo (vizi legati alla numerazione dei pacchetti) è stato ritenuto inammissibile perché attiene alla valutazione di fatto riservata al giudice del merito. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 648 cod. pen. (ricettazione)
Costituiva la qualificazione iniziale del fatto nel provvedimento annullato, ma la Corte ha ritenuto possibile la diversa qualificazione in sede di riesame basata sulle stesse risultanze di fatto integrate da ulteriori elementi.
art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)
Il Tribunale, sulla base di nuova informativa di P.G., ha ritenuto configurabile il reato di riciclaggio attribuendo il denaro come provento di attività illecite riconducibili ad un sodalizio mafioso.
art. 416-bis cod. pen. (associazione per delinquere di stampo mafioso)
Indicata come delitto presupposto del quale il denaro sequestrato sarebbe il provento; la qualificazione è stata usata per contestualizzare l'origine illecita della somma.
artt. 325 e 623, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.
Norme richiamate come base procedurale per il riesame e la conferma del sequestro in sede di rinvio.
Richiamato in relazione all'annullamento con rinvio del precedente provvedimento, giustificando il nuovo esame e la possibile diversa qualificazione giuridica del fatto.
art. 309, comma 9, primo cpv., cod. proc. pen.
Richiamato perché il Pubblico Ministero ha depositato in udienza nuova informativa di P.G., la quale è stata valutata dal Tribunale in sede di rinvio.
art. 597, comma 1, cod. proc. pen. (principio devolutivo)
Richiamato dalla difesa per lamentare omissione di considerazione di elementi difensivi; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato l'esclusione probatoria della documentazione sui prestiti, attribuendole funzione di copertura.
Giurisprudenza (Sez. 6, n. 18767 del 18/02/2014, Giacchetto) e Sez. U, n. 11 del 22/03/2000 (Audino)
Richiamate per i principi secondo cui il tribunale del riesame può dare diversa qualificazione giuridica del fatto senza introdurne uno nuovo e per i limiti del sindacato della Corte di cassazione sulle valutazioni di merito in materia di misure cautelari (controllo sulla congruenza e sufficienza della motivazione, non riqualificazione dei fatti).
Massime di principio
- In sede di riesame/sequestro il giudice può confermare il provvedimento anche qualificando giuridicamente il fatto in maniera diversa purché si tratti degli stessi fatti e non di fatti nuovi.
- Se l'annullamento con rinvio apre una nuova fase istruttoria, l'emergere di nuove informativa/elementi investigativi può legittimare la riqualificazione del reato.
- La mera produzione di documentazione che dichiara una fonte lecita del denaro (es. contratti di finanziamento) non è automaticamente sufficiente a revocare il sequestro se il giudice ritiene, con motivazione adeguata, che tali documenti fungano da copertura di proventi illeciti.
- Le doglianze che investono valutazioni probatorie di dettaglio (es. numerazione dei pacchetti, riscontri materiali) sono, di regola, inammissibili in cassazione quando concernono questioni di fatto riservate al giudice del merito.
- In cassazione sul giudizio delle misure cautelari il controllo è limitato alla verifica della congruenza e della logica della motivazione e al rispetto dei canoni di diritto; non è consentito sostituirsi al giudice del merito nella rivalutazione degli indizi.
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