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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46289/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano per cassazione la conferma delle condanne per usura pronunciate in sede di giudizio abbreviato, deducendo: (1) vizio di motivazione e violazione di legge per un presunto errore/omissione nel calcolo degli interessi nella consulenza tecnica del P.M., con specifica censura sulla mancata quantificazione degli interessi relativi ai prestiti del 2004 (euro 70.000 per Spina e euro 68.000 per Tripaldi), che avrebbe falsato la ricostruzione complessiva degli interessi usurari; (2) travisamento della consulenza da parte della Corte, che avrebbe ipoteticamente ricalcolato gli interessi (indicando una misura al 37%) senza fondamento e pur avendo negato utilità alla perizia richiesta dalla difesa ai sensi dell'art. 603 c.p.p.; (3) mancata valutazione dell'assenza dell'elemento psicologico (dolo) in capo a Pontis Salvatore per errore di fatto sul calcolo degli interessi, tenuto conto della sua età e scarsa cultura.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericità e infondatezza. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente valutato l'insieme probatorio (dichiarazioni delle vittime, documentazione contabile, testimonianze) e che la responsabilità degli imputati fosse adeguatamente motivata anche in relazione ai prestiti del 2004. Ha escluso che la presunta omissione o un diverso calcolo del consulente potesse travolgere la valutazione complessiva dei fatti, e ha ritenuto che l'elemento psicologico fosse desumibile dalla condotta del dominus dell'organizzazione (Pontis Salvatore). Per questi motivi ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese liquidate in favore della parte civile (euro 3.510,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • codice di procedura penale

    La difesa aveva richiesto una perizia ai sensi dell'art. 603 c.p.p.; la Corte ha ritenuto comunque sufficiente la valutazione complessiva degli elementi probatori e non ha ritenuto necessario riformulare la consulenza o disporre una nuova perizia

  • codice penale

    I ricorrenti invocavano 'errore di fatto' ex art. 47 c.p. per escludere il dolo; la Corte ha ritenuto che l'elemento psicologico fosse desumibile dalle condotte e dal ruolo di 'dominus' svolto dall'imputato, escludendo l'applicabilità dell'esimente per errore

Massime di principio

  • La Cassazione non annulla condanne quando la valutazione di usura è sorretta da convergenza di elementi documentali e dichiarazioni delle vittime: omissioni o imprecisioni in una consulenza tecnica possono essere superate se il quadro probatorio complessivo è coerente
  • Un motivo di cassazione generico o che non indica un preciso vizio giuridico o un errore motivazionale puntuale è destinato all'inammissibilità: è necessario contestare specificamente la motivazione di merito e indicare dove sia il vizio
  • La Corte non è tenuta a disporre sempre una nuova perizia se ritiene che gli elementi acquisiti consentano comunque una decisione; la mancata nomina della perizia richiesta dalla difesa non determina automaticamente l'annullamento se la prova è altrimenti sufficiente
  • L'elemento psicologico (dolo) può essere desunto da comportamenti, ruoli e condotte evasive o intimidatorie; l'età o la condizione culturale dell'imputato non escludono il dolo se il complesso probatorio lo dimostra
  • In procedimenti penali la quantificazione degli interessi e la verificazione dell'usura richiedono prove precise; tuttavia, in presenza di riscontri documentali e dichiarazioni concordanti, il giudice può ritenere provato il carattere usurario anche se alcuni calcoli tecnici non sono perfetti

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