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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3431/2024 del 29/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per vizi motivazionali e violazione di legge: si censura che il dolo richiesto per la bancarotta fraudolenta documentale non può essere desunto dal solo fatto obiettivo della mancata consegna della documentazione contabile; il ricorrente sostiene che la sua condotta era di natura colposa (negligenza) e avrebbe dovuto essere qualificata come bancarotta semplice documentale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha valorizzato l'assoluzione in primo grado dall'accusa di bancarotta distrattiva e gli elementi che evidenziano negligenza, superficialità e la posizione di "testa di legno" dell'imputato, con dichiarazioni generiche che non provano il dolo specifico richiesto dall'art. 216 l. fall. Ha quindi riclassificato la condotta come bancarotta documentale semplice (colposa). Poiché il termine di prescrizione (applicando gli artt. 157, co.1 e 161, co.2 c.p.) era già decorso (sette anni e mezzo dalla sentenza dichiarativa di fallimento spirati il 24/03/2021), ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione, non rilevando cause di non punibilità ai sensi dell'art. 129, co.2 c.p.p.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La mera omissione nella consegna di documenti contabili non è di per sé sufficiente a dimostrare il dolo specifico necessario per la bancarotta fraudolenta documentale; occorrono elementi probatori che dimostrino l'intento di procurare un ingiusto profitto o di arrecare pregiudizio ai creditori.
  • Se dalle dichiarazioni dell'imputato e dal quadro probatorio emerge una condotta di negligenza, superficialità o la posizione di 'testa di legno', la fattispecie può essere ricondotta a bancarotta documentale semplice (colposa).
  • La riclassificazione del reato in una fattispecie meno grave può incidere sul computo della prescrizione e determinare l'estinzione del reato; in tal caso la cassazione può annullare la sentenza senza rinvio se il reato è estinto per prescrizione.
  • Per la difesa è strategico produrre elementi che escludano l'elemento soggettivo del dolo (es. assenza di profitto ingiusto, estraneità alla gestione, dichiarazioni che dimostrino ignoranza e non volontà fraudolenta).
  • La valutazione congiunta delle statuizioni di primo e secondo grado deve essere attentamente esaminata in cassazione: motivazioni divergenti o fondate su elementi genericamente riferiti possono portare a una diversa qualificazione giuridica del fatto.

Testo integrale

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