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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3380/2024 del 29/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di applicazione della pena per violazione dell'art.186 comma 2 lett. b) C.d.S.: contestata la mancanza di motivazione circa la determinazione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente nella misura massima di un anno) e la violazione di legge per non avere disposto la sospensione dell'esecutività della sanzione amministrativa accessoria in attesa della verifica dell'esito del lavoro di pubblica utilità sostitutivo della pena.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso in parte. Ha ritenuto insufficiente la motivazione del giudice di merito sulla durata massima della sospensione della patente e ha annullato la parte della sentenza relativa alla durata della sanzione amministrativa, rinviando al Tribunale di Modena per nuovo esame. Ha inoltre constatato l'omessa sospensione dell'esecutività della sanzione amministrativa accessoria in contrasto con l'art.186 comma 9-bis C.d.S. e ha annullato senza rinvio tale omissione, sospendendo l'efficacia della sanzione amministrativa accessoria fino alla valutazione dello svolgimento del lavoro di pubblica utilità.

Norme richiamate

  • Codice della Strada, art. 186 comma 2 lett. b)

    Norma penale contestata (guida in stato di ebbrezza). La sentenza di merito aveva applicato la pena principale e l'accessoria della sospensione della patente sulla base di questa fattispecie.

  • Codice della Strada, art. 186 comma 9-bis

    Prevede che, in caso di sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità ed esito positivo, il giudice debba ridurre alla metà la durata della sanzione amministrativa accessoria e ordina al giudice di disporre la sospensione dell'efficacia delle statuizioni accessorie fino alla verifica dello svolgimento del lavoro di pubblica utilità.

  • Codice di Procedura Penale, art. 448 comma 2-bis

    Limiti ordinari al sindacato sulla sentenza di patteggiamento; la Corte richiama però che la determinazione della sanzione amministrativa accessoria è autonomamente impugnabile anche oltre tali limiti.

  • Codice di Procedura Penale, art. 620 lett. i)

    Attribuisce alla Corte di cassazione la possibilità di adottare provvedimenti urgenti quando il giudice di merito non abbia provveduto, richiamata come fondamento per la possibilità di intervenire sulla sospensione dell'esecutività.

Massime di principio

  • Quando il giudice applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente nella misura massima, deve fornire motivazione adeguata: se la misura è oltre la media edittale o ci sono profili specifici, la scelta richiede puntuale giustificazione.
  • La determinazione della sanzione amministrativa accessoria è autonomamente impugnabile rispetto alla sentenza di patteggiamento; la difesa può far valere vizi di motivazione anche oltre i limiti ordinari dell'impugnazione.
  • Se la pena detentiva e pecuniaria è sostituita con lavoro di pubblica utilità, il giudice deve quantificare la sanzione amministrativa entro i limiti edittali e disporre la sospensione dell'efficacia delle statuizioni accessorie fino alla valutazione dell'esito del lavoro di pubblica utilità, con conseguente possibile riduzione alla metà in caso di esito positivo.
  • In caso di omissione del giudice di merito nel sospendere l'esecutività delle misure accessorie, la parte interessata può chiedere la pronuncia della Corte che può annullare l'omissione e sospendere l'efficacia della sanzione accessoria senza rinvio.
  • Per la difesa: richiedere espressamente, in fase di applicazione della pena o patteggiamento, la motivazione specifica se viene chiesta o applicata la misura massima della sanzione accessoria e chiedere la sospensione dell'esecutività della sanzione accessoria fino alla verifica dell'esito del lavoro di pubblica utilità.

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