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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18393/2024 del 10/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma di condanna per ricettazione: contestano la nullità del giudizio di primo grado per mancata considerazione del legittimo impedimento del difensore e della mancata traduzione dell'imputata Jovanovic (detenuta ai domiciliari) per l'udienza del 27/09/2021; deducono inoltre insufficienza di prova circa la provenienza delittuosa dei monili (elemento oggettivo) e carenza di prova dell'elemento soggettivo, poiché i beni erano rinvenuti in un'abitazione/ camper con più conviventi; infine contestano il mancato esame motivato sull'esclusione della recidiva e il rigetto dell'attenuante speciale della ricettazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto in parte i ricorsi. Ha ritenuto fondate le censure relative alla mancata traduzione e al legittimo impedimento per Jovanovic, dichiarando l'annullamento senza rinvio delle sentenze di primo e secondo grado nei suoi confronti e disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Perugia per nuovo giudizio. Quanto a Dragutinovic, la condanna è stata confermata sul punto della responsabilità, ma la Cassazione ha annullato la sentenza di appello limitatamente al trattamento sanzionatorio (in particolare per la mancata motivazione sull'esclusione della recidiva) e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Firenze perché si pronunci specificamente sulla recidiva e sul relativo regime sanzionatorio

Norme richiamate

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    richiama la disciplina sulla sostituzione del difensore in udienza e sul diritto di informazione; la Corte ha ritenuto che non fosse dovuta comunicazione del rinvio al difensore sostituito se la causa del rinvio non dipendeva dalla difesa

  • art. 648, comma 4, cod. pen.

    norma che prevede una circostanza attenuante speciale collegata al reato di ricettazione; la Corte di merito aveva negato l'attenuante valorizzando il valore degli oggetti, ma la Cassazione ha rilevato carenza di adeguata motivazione con riferimento alla recidiva e alla valutazione delle attenuanti

  • Sez. U, Sentenza n. 7635 del 30/09/2021 (dep. 03/03/2022)

    precedente delle Sezioni Unite secondo cui la restrizione agli arresti domiciliari, se documentata o comunicata, integra un impedimento legittimo che impone il rinvio e la traduzione dell'imputato; la Corte di Cassazione si è richiamata a questo principio per affermare la nullità per Jovanovic

  • Sez. 3, Sentenza n. 3958 del 12/11/2021 (dep. 04/02/2022)

    giurisprudenza che conferma che l'omessa traduzione dell'imputato detenuto, quando sia stata richiesta, determina nullità assoluta e insanabile del giudizio; richiamata per sostenere l'annullamento nei confronti di Jovanovic

Massime di principio

  • La detenzione domiciliare o altra misura restrittiva, se documentata o comunicata, costituisce "legittimo impedimento": se l'imputato o il difensore richiede la partecipazione, il giudice deve rinviare e disporre la traduzione; l'omessa traduzione quando richiesta determina nullità insanabile del giudizio
  • In reati di ricettazione la provenienza delittuosa dei beni può essere desunta anche da elementi circostanziali (tipo di oggetti, modo di occultamento, sproporzione tra valore dei beni e condizioni economiche, comportamento degli imputati e precedenti) e non richiede sempre la prova diretta del furto precedente
  • Le censure generiche che chiedono una diversa valutazione del materiale probatorio senza indicare violazioni di legge o manifeste illogicità non sono ammissibili in sede di legittimità; occorre evidenziare specifici vizi di motivazione o violazioni normative
  • La ricorrenza o l'esclusione della recidiva/incidenza sui riti attenuanti deve essere adeguatamente motivata; la mancanza di risposta su un punto decisivo del trattamento sanzionatorio comporta annullamento e rinvio per nuovo esame
  • Quando i beni sono rinvenuti in un ambiente con più conviventi, l'attribuzione della disponibilità richiede elementi probatori specifici: l'esistenza di più persone non impedisce l'attribuzione della ricettazione, ma la responsabilità non può fondarsi su congetture generiche

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