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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13670/2022 del 08/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto l'ammissione alla detenzione domiciliare per la pena residua di 1 anno, 10 mesi e 26 giorni per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti commesso nel 2008-2009. Il Tribunale di Sorveglianza di Torino rigettò l'istanza ritenendo il proponente inaffidabile, posto che non aveva risorse economiche autonome e aveva indicato come luogo di detenzione il domicilio di un amico percettore di reddito di cittadinanza e titolare di contratto di locazione, del quale non ricordava il nome, così impedendo all'UEPE di svolgere gli accertamenti necessari. In cassazione il ricorrente dedusse (1) nullità per omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale (artt. 178 e 179 c.p.p.) e (2) vizio di motivazione perché il Tribunale avrebbe ingiustamente valorizzato una presunta dichiarazione di false generalità e non avrebbe considerato la buona condotta carceraria e la lontananza temporale della precedente condanna.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: il procedimento è divenuto astratto perché il condannato è stato scarcerato il 13/10/2021 per espiazione ed estinzione della pena, per cui anche in caso di accoglimento l'istanza di detenzione domiciliare non avrebbe più potuto trovare applicazione. La Corte ha inoltre precisato che, trattandosi di sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente, non si applicano provvedimenti accessori di condanna né spese né sanzione pecuniaria a suo carico, richiamando la giurisprudenza consolidata in materia.

Norme richiamate

  • art. 47-ter Ord. penale (procedura per istanza di misura alternativa)

    Norma richiamata come quadro procedurale per la discussione dell'istanza di misura alternativa; la valutazione negativa del Tribunale sull'idoneità della misura alternativa è stata poi resa priva di oggetto dalla sopravvenuta estinzione della pena.

  • artt. 178 e 179 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente per denunciare la nullità assoluta per omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale; la Corte non ha esaminato nel merito la questione, avendo dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta mancanza di interesse.

  • art. 73 DPR n. 309/1990 (disciplinante le sostanze stupefacenti)

    art. 73 DPR n. 309 del 1990

    Norma sostanziale che identifica il reato per cui è stata inflitta la pena residua (detenzione e spaccio di stupefacenti).

  • art. 568 comma 4 e art. 591 comma 1 lett. a) codice di rito

    art. 568 comma 4; art. 591 comma 1 lett. a)

    Norme procedurali utilizzate dalla Corte per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse (mancanza di interesse a proseguire l'impugnazione quando l'oggetto del provvedimento è venuto meno).

Massime di principio

  • La sopravvenuta estinzione o esecuzione della pena rende privo di interesse un ricorso che mira a ottenere una misura detentiva alternativa: in tal caso il ricorso è inammissibile per carenza di interesse.
  • Quando la carenza di interesse sopravviene per ragioni non imputabili al ricorrente, la dichiarazione di inammissibilità non comporta l'imposizione delle spese processuali né di sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente.
  • Per ottenere misure alternative alla detenzione è essenziale indicare un luogo e condizioni verificabili (contatti, nominativi e risorse), poiché l'assenza di elementi che consentano verifiche da parte dell'UEPE può essere valutata come indice di inaffidabilità.
  • Le contestazioni di nullità processuali (es. omessa notifica) restano rilevanti ma possono non essere esaminate se, per sopravvenuta carenza di interesse, il ricorso è dichiarato inammissibile; pertanto è utile sollevare tempestivamente e con documentazione eventuali vizi procedurali.
  • La presenza di alias o dichiarazioni di identità contrastanti può incidere negativamente sulla valutazione dell'affidabilità del richiedente una misura alternativa, salvo che il ricorrente non fornisca elementi chiarificatori e riscontri documentali.

Testo integrale

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