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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16775/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna (pronunciata con rito abbreviato) per il delitto di cui all'art. 368 c.p.; il ricorso denunciava principalmente un vizio di procedimento: l'udienza, prevista e calendarizzata come rito "cartolare", è stata invece trattata in presenza senza una esplicita richiesta di discussione orale ex art. 23-bis, legge 18/12/2020, n. 176, e senza che l'imputata e il suo difensore di fiducia (nominato e depositato in cancelleria il 25/05/2022) fossero informati né posti in grado di partecipare; in sede d'udienza risultava indicato un difensore di fiducia precedentemente revocato e, in sua sostituzione, era stato designato d'ufficio un difensore ex art. 97, comma 4, c.p.p. Inoltre si contestava la motivazione circa la prevalenza dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 6 c.p. sulle circostanze aggravanti, rilevando un errore nella valutazione dei precedenti penali dell'imputata (la Corte avrebbe ritenuto numerosi precedenti mentre in realtà ve n'era uno del 2007).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendolo fondato: ha accertato che l'udienza calendarizzata come cartolare è stata trattata in presenza senza che fosse stata formulata la richiesta di discussione orale né fosse stata data comunicazione all'imputata e al suo difensore di fiducia, che perciò non hanno potuto partecipare; ciò integra una nullità di ordine generale a regime intermedio degli atti compiuti e della decisione, non sanabile dalla partecipazione del difensore d'ufficio e lesiva del diritto di avere un difensore di propria scelta (richiamo alla giurisprudenza di legittimità e all'art. 6 CEDU). Per l'effetto la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Napoli per nuovo giudizio. Il secondo motivo relativo alla valutazione dei precedenti è stato assorbito dall'accoglimento del primo motivo e non deciso nel merito.

Norme richiamate

  • art. 23-bis, legge 18 dicembre 2020, n. 176 (comma 1 e comma 3)

    Regola la possibilità di trattare talune udienze nella forma cartolare e richiede una esplicita richiesta per la trattazione orale; la Corte ha ritenuto che in assenza di tale richiesta non fosse lecito trasformare la trattazione cartolare in udienza in presenza senza darne comunicazione al difensore di fiducia.

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente la designazione d'ufficio di un difensore quando quello di fiducia non è presente; la Corte ha osservato che tale designazione non può sostituire la comunicazione e la partecipazione del difensore di fiducia regolarmente nominato e depositato, e non sana la illegittima mancata informazione.

  • art. 178, comma 1, lett. c) e art. 179, cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate in relazione ai vizi di procedimento e ai rimedi: la Corte ha ritenuto fondato l'error in procedendo denunciato con riferimento a tali disposizioni.

  • art. 62, n. 6, cod. pen.

    Attenuante riconosciuta in primo grado e considerata equivalente alle aggravanti dalla corte distrettuale; la sua prevalenza rispetto alle aggravanti era oggetto di censura, ma il vizio procedurale ha reso superfluo il giudizio di merito su questo punto.

  • art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Richiamato per il principio del diritto dell'imputato ad avere un difensore di propria scelta; la Corte ha ritenuto che la designazione d'ufficio in presenza di una nomina fiduciaria tempestiva leda tale diritto.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 42792 del 31/10/2001 Policastro; Sez. U, n. 24630 del 26/03/2015 Maritan)

    Precedenti di legittimità richiamati per il principio che il giudice può accedere agli atti quando è dedotto un error in procedendo e che la designazione irregolare di un difensore d'ufficio lesiona il diritto all'avvocato di fiducia.

Massime di principio

  • Se un'udienza è stata calendarizzata e notificata come 'cartolare' senza richiesta di discussione orale, il giudice non può trasformarla in udienza in presenza senza darne preventiva comunicazione all'imputato e al suo difensore di fiducia; la mancata comunicazione determina nullità rilevabile anche in cassazione.
  • La nomina tempestiva e depositata di un difensore di fiducia impedisce, salvo ragioni eccezionali e comunicazioni formali, la sostituzione automatica con un difensore d'ufficio: la designazione d'ufficio non sana la violazione del diritto di difesa se il difensore di fiducia non è stato informato.
  • La nullità derivante dalla mancata comunicazione della modalità di trattazione dell'udienza è una nullità di ordine generale a regime intermedio degli atti e della decisione, non sanabile dalla mancata eccezione in sede di sostituto d'ufficio e può essere dedotta nel primo atto utile.
  • Il diritto dell'imputato ad avere un difensore di scelta (art. 6 CEDU) è invocabile in sede di legittimità quando si verifica una designazione irregolare del difensore; le corti devono valutare la lesione di tale diritto prima di esaminare questioni di merito.
  • Errori fattuali o valutativi relativi ai precedenti penali (casellario giudiziale) possono incidere sulla determinazione della pena e sulla prevalenza tra attenuanti e aggravanti; tuttavia, se sussiste un vizio procedurale decisivo, la questione sui precedenti può rimanere assorbita e sarà riesaminata nel nuovo giudizio.

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