Sentenza del 02/08/2022 n. 595 - Comm. Trib. Prov. Genova
IVA - art. 38-bis d.p.r. n. 633/72 - rimborso - fideiussione - costo - restituzione - art. 8 l. n. 212/2000 - applicabilità - sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto il rimborso degli oneri sostenuti per le fideiussioni richieste per ottenere rimborsi IVA relativi ai primi due trimestri 2010 ai sensi degli artt. 30 e 38-bis DPR 633/1972, invocando l'art. 8, comma 4, della L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), che prevede il rimborso dei costi delle garanzie prestate per ottenere sospensione, rateizzazione o rimborso dei tributi quando risulti definitivamente che l'imposta non era dovuta o il rimborso era dovuto.
La decisione
Il Collegio ha accolto il ricorso, ritenendo che l'art. 8, comma 4, L. 212/2000 abbia portata generale e comprenda anche i costi delle fideiussioni prestate ai sensi dell'art. 38-bis DPR 633/1972 per ottenere rimborsi IVA. Ha altresì ritenuto che la previsione del ristoro forfetario introdotta dall'art. 7 L. 167/2017 non escluda il diritto autonomo al rimborso previsto dall'art. 8, comma 4, ma costituisca una forma parallela e differente di tutela. L'Agenzia delle Entrate è stata condannata a rimborsare alla ricorrente Euro 75.341,19 oltre interessi legali maturati e maturandi. Le spese di lite sono compensate.
Norme richiamate
Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente) - art. 8, comma 4
Attribuisce al contribuente il diritto al rimborso del costo delle garanzie fideiussorie che abbia dovuto richiedere per ottenere sospensione, rateizzazione o rimborso dei tributi; interpretata come norma di portata generale che comprende anche le fideiussioni richieste per ottenere rimborsi IVA ex art. 38-bis DPR 633/1972, senza richiedere che vi sia stata necessariamente un'attività accertativa erronea dell'Amministrazione.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - art. 38-bis
disciplina l'erogazione anticipata di rimborsi IVA subordinata, in alcuni casi, alla prestazione di garanzie (fideiussione, cauzione, polizza); la Commissione ha ritenuto che i costi di tali garanzie rientrino nel rimborso previsto dall'art. 8, comma 4, L. 212/2000 quando il rimborso si accerti definitivo.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - art. 30
Regola il diritto al rimborso dell'eccedenza di IVA detraibile; combinato con l'art. 38-bis è la cornice normativa dei rimborsi oggetto della controversia.
Legge 20 novembre 2017, n. 167 - art. 7
Introduce un ristoro forfetario degli oneri sostenuti per il rilascio della garanzia (0,15% dell'importo garantito per anno di durata) per domande di rimborso a partire dal 2017. La Commissione ha ritenuto che tale previsione non abbia efficacia derogatoria rispetto al diritto al rimborso previsto dall'art. 8, comma 4, L. 212/2000; si tratta di una tutela parallela: il ristoro forfetario è indennitario e automatico, mentre l'art. 8 richiede documentazione degli oneri effettivamente sostenuti.
Giurisprudenza di legittimità (Cassazione)
Cass. sent. n. 16409/2015; Cass. sent. n. 19751/2013; Cass. Sez. V, 28 febbraio 2020, n. 5508
La Corte di Cassazione ha più volte affermato che l'art. 8, comma 4, L. 212/2000 comprende i costi di tutte le garanzie richieste dal contribuente per ottenere sospensione, rateizzazione o rimborso, ivi incluse le fideiussioni apposte per rimborsi IVA ai sensi dell'art. 38-bis; orientamento confermato nella giurisprudenza citata.
Massime di principio
- Se il contribuente ha dovuto prestare una garanzia (fideiussione, cauzione, polizza) per ottenere un rimborso IVA e il diritto al rimborso si consolida definitivamente, può chiedere il rimborso dei costi della garanzia ai sensi dell'art. 8, comma 4, L. 212/2000.
- Il diritto previsto dall'art. 8, comma 4, ha portata generale e non richiede che vi sia stata necessariamente un'attività accertativa fallace dell'Amministrazione; rileva l'onere sostenuto dal contribuente in relazione allo scopo perseguito (ottenere il rimborso/sospensione/rateizzazione).
- La previsione del ristoro forfetario (art. 7 L. 167/2017) non esclude il rimborso integrale previsto dall'art. 8, comma 4; le due tutele sono parallelamente applicabili: il ristoro forfetario è indennitario e automatico per i casi previsti, mentre l'art. 8 richiede prova degli oneri effettivamente sostenuti e può portare al rimborso dell'intero costo.
- Per massimizzare le probabilità di successo il contribuente dovrebbe documentare accuratamente i costi effettivamente sostenuti per le garanzie (premi, commissioni, spese accessorie) e richiedere il rimborso con precisione; contestazioni generiche dell'Amministrazione circa la mancata prova dei costi sono insufficienti.
- Il principio di diritto unionale sulla neutralità e sull'effettività del rimborso IVA supporta un'interpretazione che eviti di far gravare sul soggetto passivo il rischio finanziario del sistema di rimborso; pertanto le norme nazionali devono essere interpretate in modo coerente con tali principi.
- In caso di silenzio-rifiuto dell'Amministrazione, il contribuente può esperire il ricorso giurisdizionale per ottenere il riconoscimento del rimborso e gli interessi; in controversie complesse le spese di lite possono essere compensate.
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