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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15827/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cresta impugnava la conferma della condanna per furto di energia elettrica (manomissione del contatore) lamentando: 1) l'utilizzazione illegittima di dichiarazioni autoindizianti rese dallo stesso in altro procedimento (contro Punzo Lucia) e quindi la loro inutilizzabilità; 2) travisamento e contraddittorietà della motivazione in relazione alla prova dichiarativa, con erroneo riconoscimento di Cresta quale gestore di fatto e beneficiario esclusivo della manomissione nonostante elementi che avrebbero indicato il coinvolgimento dell'altro socio (Aliperti) e la estraneità di Punzo; 3) omessa risposta a doglianze difensive decisive e motivazione per relationem.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che l'eccezione di inutilizzabilità delle dichiarazioni autoindizianti fosse priva di interesse (quelle dichiarazioni non sono state utilizzate nel processo impugnato); il vizio di travisamento della prova non è stato adeguatamente dimostrato né limitato a profili che la Corte di legittimità può sindacare; la valutazione della prova dichiarativa fatta dai giudici di merito non è manifestamente illogica. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sostanziale sul reato di furto: la Corte conferma l'imputazione di sottrazione di energia mediante manomissione del gruppo di misura come furto ai fini della responsabilità penale

  • art. 625 nn. 2 e 7 cod. pen.

    Circostanze aggravanti applicate al caso di furto; utilizzate per qualificare la gravità della condotta contestata

  • art. 606, comma 1, lett. c) ed e) cod. proc. pen.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (in particolare errori di diritto e travisamento della prova); la Corte ha ritenuto le censure insufficienti per dimostrare un errore di diritto o un travisamento rilevante

  • art. 63 cod. proc. pen.

    Divieto di utilizzazione delle dichiarazioni rese dal teste contra se stesso: la Corte ha valutato che le dichiarazioni autoindizianti contestate non siano state utilizzate nella motivazione decisiva della sentenza impugnata

  • art. 238 e art. 238-bis cod. proc. pen.

    Riferimenti alle modalità di utilizzazione delle sentenze altrui e delle dichiarazioni rese in altro processo; la Corte osserva che la sentenza relativa a Punzo Lucia è stata utilizzata ai sensi di tali disposizioni ma che ciò non influisce sul processo a carico del Cresta, dato che la qualità di gestore di fatto è emersa da altre dichiarazioni

  • art. 85, comma 1, d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150

    Norma transitoria citata: la Corte dichiara inapplicabile la disciplina transitoria in presenza di inammissibilità del ricorso

  • sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in tema di condanna per spese e casse di ammende: la Corte rileva l'assenza di colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità e comunque conferma l'applicazione di una somma equitativa a carico del ricorrente

Massime di principio

  • Le dichiarazioni autoindizianti rese in altri procedimenti sono inutilizzabili se effettivamente costituite da dichiarazioni contro l'interessato; tuttavia, se tali dichiarazioni non sono state utilizzate nella motivazione decisiva del processo impugnato, la loro eventuale inutilizzabilità non produce automaticamente un effetto favorevole al ricorrente in Cassazione
  • In sede di Cassazione non è ammesso un generale sindacato di merito sulla valutazione delle prove: il vizio di travisamento della prova deve essere specificamente e dettagliatamente motivato, indicando come la presunta inesattezza influisca in modo decisivo sulla tenuta logica dell'intero impianto motivazionale
  • Per il reato di furto di energia elettrica è sufficiente la consapevolezza e l'utilizzo della fornitura abusiva per configurare responsabilità anche se l'imputato non ha materialmente manomesso il contatore; la distinzione tra autore materiale e beneficiario è rilevante solo per l'elemento soggettivo ma non esclude la responsabilità di chi consapevolmente si avvantaggia
  • Errori di fatto formali nella motivazione (es. errata indicazione di rapporti di coniugio) devono essere dimostrati nella loro rilevanza ai fini della decisione: se tali errori non risultano decisivi nella catena argomentativa la Corte di Cassazione non annulla per mero refuso
  • Chi propone ricorso per cassazione deve indicare chiaramente i punti della motivazione che si ritengono illogici o travisati, con riferimenti puntuali agli atti e alla prova; l'assenza di questa precisazione porta frequentemente all'inammissibilità
  • In caso di ricorso inammissibile la parte può essere condannata non solo alle spese processuali ma anche a una somma alla Cassa delle ammende, salvo che risulti colpa nella proposizione del ricorso

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