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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15799/2023 del 14/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore del ricorrente ha impugnato la sentenza in relazione all'insussistenza dell'aggravante prevista dall'art. 625 n. 7 cod. pen. contestata nel capo 3) (furto aggravato). Si è dedotto che, trattandosi di furto di motociclo con le chiavi di accensione ancora inserite nel quadro, non sarebbe configurabile l'aggravante dell'"esposizione a pubblica fede" ovvero che la situazione di custodia del bene escludesse l'aggravamento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il motivo era manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la motivazione della Corte territoriale, che ha valutato la sussistenza dell'aggravante: il motociclo era parcheggiato sulla pubblica via e il proprietario stava consegnando merce a domicilio, quindi non prestava una custodia diretta, continua e specificamente efficace del bene, condizione necessaria per escludere l'aggravante. È stato altresì rigettato l'argomento difensivo relativo alle chiavi inserite. Il Procuratore Generale aveva chiesto il rigetto del ricorso o, in subordine, la dichiarazione di non doversi procedere per mancanza di querela. Alla dichiarazione di inammissibilità è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625 n. 7 cod. pen.

    L'aggravante relativa all'"esposizione a pubblica fede" si applica quando il bene sottratto è lasciato in condizioni tali da renderne agevole la sottrazione in luogo pubblico; può essere esclusa solo se è dimostrabile una custodia diretta, continua, costante e specificamente efficace ad impedire la sottrazione.

  • Cass. Sez. 5, n. 6351 del 08/01/2021 (Rv. 280493 - 01)

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede è esclusa esclusivamente in presenza di condizioni di sorveglianza e controllo continuativi e specificamente efficaci a ostacolare la facilità di raggiungimento del bene.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata in relazione alle conseguenze processuali dell'inammissibilità: se non è ravvisabile l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e a sanzioni pecuniarie.

Massime di principio

  • L'aggravante dell'art. 625 n.7 (esposizione alla pubblica fede) si applica quando il bene sottratto è lasciato in luogo pubblico senza una custodia personale, continua e specificamente efficace; la mera presenza delle chiavi nel mezzo non esclude di per sé l'aggravante.
  • Per escludere l'aggravante è necessario fornire elementi chiari e concreti che dimostrino una sorveglianza effettiva, continua e idonea ad impedire la sottrazione; semplice attenzione saltuaria o attività temporanea (es. consegna di merce) non è sufficiente.
  • In Cassazione i controlli sulla valutazione motivazionale del giudice di merito sono limitati: se la Corte d'appello ha fornito una motivazione logica e congrua, il ricorso che si limiti a contestare valutazioni di fatto è spesso dichiarato inammissibile o manifestamente infondato.
  • Prima di proporre gravami in ipotesi di reati perseguibili previa querela, verificare l'esistenza di querela: in assenza di querela la Procura può chiedere il non esercizio dell'azione penale e il giudice può dichiarare la non procedibilità.
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile e non si ravvisa l'assenza di colpa nella sua presentazione, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e a sanzioni pecuniarie; valutare dunque con attenzione la fondatezza del motivo e la rilevanza giuridica prima del deposito.

Testo integrale

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